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Tari, Cerboni: “Tariffe in aumento, il Comune intervenga”

di Roberto Lottini
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Grosseto. “Le tariffe della Tari del Comune di Grosseto hanno subito un aumento rispetto al primo mandato di Vivarelli Colonna, relativo al periodo dal 2016 al 2021”.

La denuncia arriva da Giacomo Cerboni, consigliere comunale del gruppo misto di minoranza ed ex assessore al bilancio della prima Giunta di centrodestra guidata dall’attuale sindaco di Grosseto, nel  corso di una conferenza stampa convocata per illustrare, tabelle e grafici alla mano, le oscillazioni della tassa sui rifiuti.

“In questi giorni sono arrivati i bollettini della Tari per le famiglie e per le imprese – spiega Cerboni – e mi sono stati segnalati degli aumenti rispetto agli anni passati. La prima bollettazione della tassa da parte dell’amministrazione Vivarelli Colonna si riferisce alla primavera del 2017. Nella mia analisi sugli aumenti, ho preso come punti di riferimento anche gli anni 2019 e 2025, dato che nel 2020 e nel 2021 ci sono state delle agevolazioni e delle rimodulazioni dovute all’emergenza Covid”.

I dati

“Nel 2017, un’abitazione di 50 m2 per due persone pagava 248 euro di Tari, 223 euro nel 2021 (con una riduzione di oltre il 10%) e paga 272 euro nel 2025 – snocciola i dati il consigliere comunale. Un’abitazione di 75 m2 per tre persone pagava 352 euro nel 2017, 315 euro nel 2019 e paga 371 euro nel 2025; un’abitazione di 95 m2 per quattro persone pagava 451 euro nel 2017, 403 euro nel 2019 e paga 462 euro nel 2025; infine, un’abitazione di 100 m2 pagava 474 euro nel 2017, 423 euro nel 2019 e nel 2025 paga 480 euro. Se analizziamo i grafici, vediamo che per le case di 50 m2 la linea parte, poi scende e poi risale; per le case di 75 m2 la linea cresce in modo più consistente, mentre per le case di 90 m2 ha un vero e proprio picco in alto”.

“Per quanto riguarda le utenze non domestiche di 100 m2, la dinamica è la stessa – sottolinea Cerboni -. I fondi commerciali o gli studi professionali, ad esempio, pagavano 558 euro nel 2017, 490 euro nel 2021 e nel 2025 pagano 553 euro; i negozi, come ferramenta o cartolerie, nel 2017 pagavano 460 euro, 405 euro nel 2021 e pagano 456 euro nel 2025; una farmacia pagava 533 euro nel 2017, 462 euro  nel 2021 e nel 2025 paga 525 euro; infine, bar e ristoranti, sempre di 100 m2, pagavano 1.147 euro nel 2017, 1.007 euro nel 2021 e nel 2025 pagano 1.131 euro. Nel grafico in questione si crea una V, con il punto più basso registrato negli anni del Covid; inoltre, la punta del 2019 è estremamente più bassa rispetto a quella del 2025″.

“Il Comune può arginare i rincari delle bollette”

“In questi ultimi anni la Tari ha subito aumenti che variano dal 14 al 17% – continua il consigliere comunale. Il lavoro svolto nel primo mandato di Vivarelli Colonna è stato riassorbito e ora sono previsti rincari per i grossetani. Gli aumenti dipendono sicuramente dai criteri di calcolo decisi da Arera dopo il periodo del Covid, ma il Comune può comunque intervenire per arginare questo incremento. Nella bolletta della Tari ci sono i costi per la pulizia delle spiagge e per il Fondo crediti di dubbia esigibilità. Si tratta di somme per un totale di 360mila euro. I proventi della Tari per il 2025 ammontano a 20 milioni e 200mila euro, mentre nel 2024 erano di 19 milioni e 300mila euro. Da tre anni il Comune ha raddoppiato l’imposta di soggiorno e da due anni non è utilizzata per l’abbattimento dei costi della Tari. Chi è intestatario di una seconda casa, però, paga di fatto la tassa anche per chi alloggia in una struttura ricettiva. Non ha senso far ricadere sui residenti i costi della Tari prodotti dai turisti. Inoltre, il nuovo metodo Arera remunera il gestore dei rifiuti dei costi dovuti ai picchi d’inflazione”.

“Per abbattere le tariffe Tari bisogna fare una battaglia politica: il nostro Comune non la fa e addossa le responsabilità degli aumenti unicamente ad Arera. I parlamentari maremmani dovrebbero sollecitare il Governo affinchè questo modo di calcolare la tassa possa cambiare. La tariffazione puntuale, secondo la quale più differenzi e meno paghi in bolletta, ancora non c’è ed è stata promessa almeno tre anni fa. Se il Comune adottasse certi accorgimenti sui costi della pulizia delle spiagge e sul Fondo crediti di dubbia esigibilità, i rincari diminuirebbero di circa il 30%. La materia dei rifiuti e della tariffazione è caduta nel dimenticatoio – conclude Cerboni. Per inciso, la stessa situazione si verifica per l’acqua: paghiamo le bollette più salate d’Italia, ma il Comune fa finta di niente di fronte ai grandi investimenti di AdF. Gli utili dovrebbero essere investiti diversamente, ma nessuno dice niente”.

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