Grosseto. “Il parco di via Giotto a Grosseto è diventato teatro di un grave episodio di degrado ambientale: una moria di pesci nel laghetto comunale, a cui si aggiunge lo scandalo di un’area pubblica completamente abbandonata. La situazione è stata portata alla luce dal giornalista Lorenzo Mancineschi de ‘Il Giornalista scomodo’, tramite diverse inchieste”.
A dichiararlo, in un comunicato, è il partito politico Rea.
“Lo scenario è desolante – commenta Gabriella Caramanica, segretario nazionale del partito politico Rea -. Nonostante le ripetute segnalazioni, i laghetti del parco continuano a versare in condizioni di totale abbandono e incuria. Non c’è traccia di manutenzione e, ancor più grave, manca ogni attenzione al benessere degli animali. I pesci morti galleggiano sulla superficie dell’acqua, mentre, ironia della sorte, gli addetti comunali hanno disposto dei cartelli della campagna estiva contro gli abbandoni degli animali proprio all’ingresso del parco. Nonostante la prima denuncia di Mancineschi, nessun operaio è intervenuto per ripulire i laghetti e le condizioni delle vasche rimangono allarmanti: l’acqua è stagnante, il che favorisce la putrefazione mentre i detriti e rifiuti rischiano di ostruire i filtri. Ma il problema più grave è l’assenza di un ricambio idrico adeguato. Al centro dei laghetti sono presenti delle pompe che non sono in funzione”.
“Questa incuria non solo condanna a morte i pochi pesci che potrebbero essere sopravvissuti, ma rappresenta anche un grave rischio sanitario per i cittadini e i loro animali. L’acqua stagnante è un terreno fertile per la proliferazione di insetti, aumentando la probabilità di trasmissione di virus e malattie, come la leishmaniosi per i cani. Il parco di Via Giotto è diventato il simbolo dell’abbandono da parte delle amministrazioni pubbliche, trasformandosi da luogo di svago in una vera e propria minaccia per la salute pubblica e il benessere animale. È tempo che le autorità intervengano in modo risolutivo per ripristinare la dignità di quest’area e garantire un ambiente sicuro e sano per tutti”, conclude Caramanica.

