Grosseto. Venerdì scorso il responsabile degli Enti locali nella segreteria provinciale della Funzione Pubblica della Cgil, Cristoforo Russo, ha incontrato il presidente della Provincia Francesco Limatola per affrontare il tema delle retribuzioni dei dipendenti dell’Ente. Nell’occasione, gli ha regalato un ponte giocattolo: modo per evidenziare la sottrazione di risorse per la manutenzione ordinaria e straordinaria della rete viaria provinciale decisa dal Ministero delle infrastrutture per finanziare il ponte di Messina.
«La provocazione del ponte giocattolo – spiega Russo – è un escamotage per far comprendere come il Ministro Salvini sottovaluti i bisogni delle comunità locali per inseguire i propri obiettivi politici, esasperando le difficoltà di enti come la Provincia, già gravati da un sistematico sottofinanziamento rispetto ai propri compiti statutari. Per la Provincia di Grosseto questa scelta folle comporterà la perdita di oltre sei milioni di euro da quest’anno fino al 2029, sottratti agli interventi di manutenzione sui 1.800 chilometri di strade che ha in carico.
Nell’occasione abbiamo anche ragionato sulle difficoltà degli enti locali e territoriali a trattenere personale qualificato, perché i livelli retributivi sono particolarmente bassi e questo genera sempre più spesso fenomeni di fuga da Comuni e Province verso Ministeri ed enti ministeriali con i quali c’è una gap salariale che arriva al 20%, ma anche verso le aziende private. Il personale del comparto, infatti, è ancora in attesa del rinnovo del contratto dopo tre anni nei quali, fra il 2021 e il 2023, l’inflazione complessiva al 16-17% ha drammaticamente eroso il suo potere d’acquisto.
La proposta del Governo di consentire agli enti locali e territoriali di stornare risorse da destinare al personale al di fuori della retribuzione tabellare costituisce, da questo punto di vista, una gigantesca presa in giro dei dipendenti pubblici. Perché Comuni e Province non hanno margini di manovra coi bilanci e, nel caso ne avessero, l’unica strada per incrementare in modo adeguato le retribuzioni reali di chi lavora potrebbe dover comportare comunque il contingentamento di nuove assunzioni. Un modo indegno e surrettizio per evitare di destinare risorse del Ministero della funzione pubblica ai rinnovi contrattuali, scaricando tutto sulle amministrazioni locali, che negli ultimi vent’anni sono state quelle che più hanno sofferto i vincoli del patto di stabilità e le regole sull’assunzione di personale per il turnover».

