Castiglione della Pescaia (Grosseto). “La trasparenza amministrativa e il rispetto delle regole non possono valere a intermittenza”.
A dichiararlo, in un comunicato, sono i consiglieri comunali di opposizione.
“È con rammarico che, come consiglieri comunali di opposizione, siamo costretti a rendere pubblica la mancata risposta da parte dell’amministrazione comunale all’interrogazione scritta trasmessa in data 11 marzo 2025 in merito alla gestione della videosorveglianza e alla tutela della privacy sul territorio – continua la nota -. L’interrogazione nasceva a seguito di alcune dichiarazioni rese dalla sindaca Elena Nappi durante una seduta del Consiglio comunale nell’aprile 2024, in cui si faceva riferimento alla presenza di sistemi di videosorveglianza e fototrappole sul territorio, con affermazioni che hanno sollevato non pochi dubbi e altrettante preoccupazioni in merito alla trasparenza, alla legittimità e alla conformità dei trattamenti di dati personali effettuati dall’amministrazione”.
“Nonostante l’articolo 40 del regolamento del Consiglio comunale imponga l’obbligo di fornire risposta scritta entro trenta giorni, e nonostante un nostro sollecito formale del 16 aprile, in cui abbiamo concesso, per spirito di cortesia istituzionale, un’ulteriore proroga di sette giorni, nessuna risposta è mai pervenuta nelle forme prescritte – sottolinea il comunicato -. Tale silenzio si inserisce in un quadro preoccupante, aggravato da una condotta contraddittoria: la stessa amministrazione, che spesso si mostra inflessibile e ipercritica persino nei confronti di minime imprecisioni formali presenti negli atti dell’opposizione, arriva essa stessa a ignorare apertamente un regolamento comunale, compromettendo il diritto di controllo democratico riconosciuto ai consiglieri. Per questa ragione, in data 13 maggio 2025 abbiamo formalizzato un ricorso all’Autorità garante per la protezione dei dati personali ai sensi dell’articolo 77 del Regolamento (UE) 2016/679, il Gdpr. Il ricorso chiede al Garante di verificare la presenza dei presìdi minimi richiesti dalla normativa, accertare la legittimità del trattamento dei dati mediante videosorveglianza e valutare la condotta omissiva dell’amministrazione comunale quanto all’interrogazione stessa”.
“Alla luce di quanto accaduto, se fossimo in una classe delle scuole elementari, potremmo dire che la Sindaca, sempre pronta a sottolineare in rosso ogni errore dell’opposizione, questa volta ha dimenticato di consegnare il compito – termina la nota -. Eppure, il regolamento comunale non è un’opinione, è il libro di testo della buona amministrazione. Se il Consiglio comunale fosse davvero una classe, a questo punto sarebbe legittimo chiedersi: chi merita davvero una nota disciplinare?”.

