Follonica (Grosseto). È stata una manifestazione partecipata quella che si è svolta ieri, giovedì 1° maggio, a Follonica.
Alla ex Fonderia Leopolda, insieme alle altre organizzazioni sindacali e ad un centinaio di cittadini, anche la Cisl di Grosseto.
“Sapere che questa ricorrenza è ancora così sentita è importante – commenta Simone Gobbi, segretario generale di Cisl Grosseto – perché significa che è ancora vivo quello spirito di unità, di desiderio di confronto e, se vogliamo, anche di battaglia civile, che rende la Festa dei lavoratori importante per continuare a parlare della dignità del lavoro. Il primo maggio è il giorno in cui ricordiamo chi ha lottato, spesso a costo della propria vita, per affermare il valore di ogni persona che, attraverso il proprio lavoro, costruisce il futuro di una comunità. E oggi, questa data ha valore per rinnovare un impegno e ribadire a voce alta che il lavoro deve essere sicuro, dignitoso, giusto. Non possiamo celebrare il lavoro se, ogni giorno, tre persone in Italia muoiono mentre lavorano: nel 2025 il prezzo del pane non può essere ancora pagato con il sangue”.
I dati
“Nel 2024, in Italia – ricorda Gobbi – si sono registrati 1.481 morti sul lavoro, di cui 1.055 avvenuti direttamente nei luoghi di lavoro e il resto durante il tragitto casa-lavoro. Nei primi mesi del 2025 si è verificato un incremento del 16% e in Toscana, già 21 vittime si sono aggiunte a questa lista tragica, con una crescita del 71% rispetto all’anno precedente. Non sono fatalità; la maggior parte di queste tragedie poteva e doveva essere evitata, con più attenzione, più formazione, più controlli. Nella nostra provincia di Grosseto, pur con dati relativamente migliori e un’incidenza di mortalità più bassa della media nazionale, abbiamo vissuto tragedie come quella di Massa Marittima, dove un operaio è morto precipitando da dieci metri mentre lavorava su un ponteggio. A Follonica, con le altre organizzazioni sindacali, abbiamo ribadito che la sicurezza è lavoro, è dignità, è vita. Stiamo lavorando su contrattazione di secondo livello, protocolli sugli appalti, come quello firmato con la Provincia e il Comune di Roccastrada, promozione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, tavoli provinciali sulla sicurezza, con sensibilizzazione delle aziende”.
La Festa dei lavoratori di quest’anno si colloca, per la Cisl, in un momento particolarmente significativo, dato il 30 aprile scorso l’organizzazione sindacale ha celebrato i 75 anni dalla fondazione.
“Un evento – commenta Gobbi – al quale non ho partecipato direttamente a Roma, perché ho preferito essere presente all’assemblea che si è tenuta alla Venator, alla presenza dei lavoratori, dei parlamentari del territorio e delle istituzioni. I lavoratori di Venator hanno listato a lutto la ciminiera: perché per loro, questo primo maggio non è stata certo una data da festeggiare”.
“Venator – prosegue il segretario generale di Cisl Grosseto Gobbi – non è solo un impianto industriale. È memoria, è identità, è lavoro che ha generato dignità per centinaia di famiglie del nostro territorio. Dentro ci sono vite, sacrifici, speranze. E non possiamo accettare che tutto questo venga cancellato nel silenzio o nell’indifferenza. La realtà che viviamo oggi è dura: lo stabilimento è fermo da un anno e mezzo e la proprietà non ha ancora avuto il coraggio di dire chiaramente quale sarà il suo futuro. Non possiamo accettare che interi territori vengano abbandonati e che le logiche del mercato prevalgano sulla responsabilità sociale”.
Proprio per capire le reali intenzioni della multinazionale, anche Simone Gobbi sarà presente all’incontro in programma il 12 maggio prossimo al Ministero delle imprese del made in Italy, con i rappresentanti dell’azienda, in cui si attendono importanti risposte.
“Come per Venator – conclude – saremo presenti in tutti i luoghi dove la dignità e la certezza del lavoro rischino di venire meno. Saremo presenti per chiedere giustizia sociale, lavoro stabile, sviluppo e crescita per questa terra che ha tanto, ancora, da dare”.

