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Sono appena uscite le previsioni di Forbes per le valute digitali, che si uniscono alle analisi di vari altri esperti di finanza. Il risultato dei vari approfondimenti non è tuttavia coerente, si passa dall’ottimismo più roseo al cauto scetticismo. Molti sono convinti che, nei prossimi cinque anni, le valute cripto consolideranno le rispettive posizioni nei mercati di nicchia, in particolare tra i precursori e gli investitori più immersi nella tecnologia.
Alcuni si spingono a sostenere che il boss del settore, Bitcoin, arriverà a consolidare la propria posizione, diventando la valuta digitale standard a livello globale. Una specie di oro digitale. Invece Ethereum dovrebbe diventare il mercato per eccellenza in termini di transazioni digitali. Alcune valute ancorate ad asset stabili, le cosiddette “stablecoin” ossia monete stabilizzate, si stanno imponendo per transazioni regolari, colmando il divario tra finanza digitale e convenzionale. Tuttavia, rimane pur sempre l’incognita della volatilità.
Non mancano le previsioni di forti correzioni di mercato o persino di un crollo che potrebbe spaventare e allontanare alcuni investitori o invitare una regolamentazione più stringente. Vediamo le potenziali traiettorie e gli sviluppi dell’universo della finanza digitale.
Lo tsunami delle cripto
All’inizio, le valute digitali, o criptovalute, si sono sviluppate in un ambiente ristretto, di nicchia, un gruppo di investitori antisistema. Dopo breve tempo, però, il digitale è diventato prima una moda, poi un nuovo standard, gonfiando il mercato finanziario a livelli massicci e attirando l’attenzione dei Governi mondiali. Ha fatto scalpore anche la mossa di Trump, che ha persino lanciato una sua valuta, il $Trump.
Tra le previsioni più rosee c’è un +400% in cinque anni (2025-2030) con un valore unitario di oltre 422.000 € e una posizione a livello globale impossibile da ignorare. Investitori, imprese e brand multinazionali dovranno accettare il fatto che il pagamento in forma digitale virtuale sta diventando sempre più popolare.
Questa tendenza si sovrappone al continuo calo di favore delle piattaforme tradizionali per vari motivi, tra cui la limitazione del contante e le commissioni bancarie sulle carte. Negozi online, app a sottoscrizione, piattaforme di intrattenimento stanno sempre più integrando il metodo di pagamento cripto.
Un esempio su tutti sono i migliori casinò online, su cui l’utilizzo delle cripto è ormai abituale, insieme ai più classici Neteller, Skrill, PayPal e Visa. Ben presto, l’opzione della valuta virtuale affiancherà i metodi tradizionali di pagamento anche in termini di volumi di affari. Sul carro del successo sono già salite alcune note catene di negozi tradizionali presenti online, come Overstock.com.
Criptovalute tra previsioni e speculazioni
Gli entusiasti più convinti sostengono che le valute digitali sono destinate a superare (o surclassare) completamente i vari sistemi monetari nazionali, con una finanza decentralizzata al centro di un sistema globale completamente nuovo. Secondo gli appassionati, oltre all’acquisto di merci e servizi, si aggiungeranno gli investimenti e persino le transazioni ordinarie su internet.
Alcuni supporter considerano le valute virtuali come una nuova classe di asset, un bene mai concepito in passato, che consente di diversificare dai tradizionali prestiti o dagli investimenti sul mercato azionario. Sempre secondo i più ottimisti, la tecnologia blockchain continuerà a espandersi, scuotendo il mondo della finanza. Uno dei ragionamenti più in uso da parte degli appassionati più convinti sono i cosiddetti contratti intelligenti, vere e proprie applicazioni che si innescano al verificarsi di determinate condizioni.
L’entusiasmo però non è del tutto contagioso. Ci sono molti scettici, che considerano ogni previsione in conflitto di interessi per tornaconti ovvi. Tra questi, c’è chi prevede uno sviluppo lentissimo, sempre che si arrivi a un futuro di finanza decentralizzata che sostituisca le monete centrali nazionali.
I più pessimisti sono fermi nella posizione che le valute digitali non siano nemmeno utili, che non abbiano uno scopo, che siano troppo rischiose, imprevedibili. Alcuni si aspettano che, da un momento all’altro, le istituzioni intervengano limitando fortemente, se non chiudendo, tali mercati, cercando di smascherare l’evidente frode regolando il sistema di conseguenza.
Le ipotesi sul futuro delle cripto: rivoluzione o truffa?
Di sicuro, l’eventuale intervento delle istituzioni avrebbe un peso notevole in un sistema che si ripropone proprio di evitare l’autorità centrale. Al momento, però, i Governi non sono intervenuti ed è ancora la classica legge di mercato a dirigere le danze: dove c’è richiesta, c’è offerta.
Le normative arriveranno, ma potrebbero prendere vari indirizzi. Creare ambienti sicuri per transazioni regolate, proteggendo gli investitori meno esperti, come nel caso degli investimenti nel mercato azionario e dei profili di rischio. Oppure fornendo più informazioni e risorse a chi desidera esplorare il settore.
L’andamento delle cripto ha sempre subito sbalzi in avanti o passi indietro, come una montagna russa della finanza. Nonostante la crescita boom degli ultimi anni, prevedere con esattezza cosa succederà è difficile, se non impossibile.
Da un lato, ci sono gli investitori di sistema, i precursori, gli asset esistenti, che spingono per una continua riqualificazione. Dall’altro ci sono i garanti, i Governi e le banche centrali, tutt’altro che felici di perdere posizioni dominanti, o quantomeno di controllo. In mezzo ci sono gli investitori comuni o persino i piccoli risparmiatori. Come sarà lo scenario del Bitcoin tra cinque anni? La risposta a questa domanda è ancora nebulosa per tutti.

