Home GrossetoPro Loco, il Pd: “La nomina del consiglio direttivo affare di famiglia e dai connotati politici”

Pro Loco, il Pd: “La nomina del consiglio direttivo affare di famiglia e dai connotati politici”

di Redazione
0 commenti 78 views

Grosseto.Che le Pro Loco siano associazioni di volontariato nate per promuovere e valorizzare il patrimonio storico e culturale locale, è risaputo. A Grosseto, però, da un po’ di tempo, più o meno dal 2016, dobbiamo sempre trovare il modo per distinguerci”.

A dichiararlo, in un comunicato, è Davide Bartolini, capogruppo del Pd nel Consiglio comunale di Grosseto.

“Accade così che sabato 29 marzo, durante le recenti elezioni per la nomina del presidente e del direttivo della Pro Loco grossetana, si è generato un vero e proprio intreccio tra poteri familiari e poteri politici, che ha portato a un corto circuito – continua la nota -. Il presidente Andrea Bramerini, evidentemente convinto che la valorizzazione del territorio passi prima di tutto dalla valorizzazione del proprio albero genealogico, è riuscito nell’impresa di far eleggere nel consiglio direttivo due familiari stretti: la moglie e il figlio, in pratica, visto che di figlio unico si tratta, tutta la famiglia”.

“Sarebbe più che sufficiente per accendere ogni spia di allarme per i nostalgici che credono ancora nell’etica come valore degno di essere perseguito, ma la particolarità non si ferma qui, perchè, se la famiglia ha un valore l’amicizia non è da meno, specie quella legata da vincoli politici e cosi, tra i candidati al direttivo, spuntano due consiglieri comunali del centrodestra: Amelia Gaviano di Nuovo Millennio e Lorenzo Lauretano, in quota Fratelli d’Italia, già nel precedente consiglio, e come new entry la candidatura dell’onnipresente Franco Rossi, candidato sconfitto al Comune di Civitella Paganico, già presidente del Panathlon nonché padre di Fabrizio Rossi, onorevole in quota a Fratelli d’Italia – sottolinea Bartolini -. Che dire? Un mix perfetto di turismo, cultura e campagna elettorale permanente. Qualcuno poi racconterà che la famiglia Bramerini si è immolata come muro eretto a difesa della politica (tutta di centrodestra), che della Pro Loco grossetana ne voleva il controllo. Noi vogliamo sperare che sia davvero così, visto che ad urne chiuse l’unico politico rimasto nel direttivo è risultato il meloniano Lorenzo Lauretano”.

“Detto questo, stiamo descrivendo un’elezione poco coerente con gli statuti standard delle Pro Loco nazionali, dove (ma forse altrove sono noiosamente rigidi) si cerca di evitare certe confusioni tra ruoli familiari e politici. Ora, nessuno mette in dubbio che la promozione del territorio passi anche da una famiglia unita e da politici motivati, ma forse, giusto per mantenere un minimo di decoro etico, sarebbe utile ricordarsi che la Pro Loco non è né il tinello di casa, né una dependance del Consiglio comunale – termina la nota e non vorremo ritrovarci a pensare che domani il Grifone D’Oro venga deciso nel salotto di casa del presidente della Pro Loco”.

Lascia un commento

* Utilizzando questo form si acconsente al trattamento dati personali secondo norma vigente. Puoi consultare la nostra Privacy Policy a questo indirizzo

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Ti potrebbero interessare

Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy: