Follonica (Grosseto). Martedì 18 marzo, alle 21.15, nella sala Eugenio Allegri del Teatro Fonderia Leopolda di Follonica, per il Mantovani International Guitar Festival organizzato dal Comune di Follonica in collaborazione con l’associazione LiveArt sotto la direzione artistica del maestro Fabio Montomoli, è in programma “Solisti dal mondo”, un concerto che celebra culture e stili musicali diversi con la chitarra, accompagnata dal quartetto d’archi. Un’occasione imperdibile per apprezzare la chitarra insieme ad altri strumenti.
Si esibiranno Sinan Erşahin (Turchia), alla chitarra, Sándor Papp (Ungheria), alla chitarra, e il quartetto d’archi “Allegro con brio”, composto da Massimo Merone e Valentina Garofoli al violino, Giulia Bernardini alla viola, Michele Lanzini al violoncello.
Il concerto
“Solisti dal mondo” è un concerto unico che celebra l’incontro di culture e tradizioni musicali attraverso le esibizioni di due talentuosi chitarristi: Sinan Erşahin, proveniente dalla Turchia, e il chitarrista ungherese Sándor Papp. Accompagnati dal prestigioso quartetto d’archi “Allegro con brio”, i due artisti porteranno in scena una serata ricca di emozioni e varietà sonora.
Il pubblico potrà attendersi un programma affascinante che include opere di compositori contemporanei come Charlton, Mayer e Dyens, le cui composizioni mettono in risalto la versatilità della chitarra e la bellezza degli archi. Le melodie accattivanti e le armonie innovative si intrecceranno in un dialogo musicale, offrendo un’alternanza di passaggi ferventi e delicati.
Con l’alternarsi di stili e influenze culturali, “Solisti dal mondo” promette di trasportare gli ascoltatori in un viaggio sonoro attraverso diverse atmosfere, dalle sonorità calde della musica turca a quelle evocative dell’Europa centrale. Questo concerto è un’occasione imperdibile per apprezzare l’arte chitarristica in un contesto cameristico di alta qualità. Gli spettatori saranno certamente lasciati incantati dalla sinergia tra i solisti e gli archi, in un evento che celebra la musica come linguaggio universale.

