Table of Contents
Grosseto. Nel primo pomeriggio di oggi, venerdì 7 marzo, si è verificata un’aggressione ad un’infermiera del Pronto soccorso di Grosseto.
Autore del gesto è un uomo giunto al Pronto soccorso con un’ambulanza del 118. L’uomo è stato soccorso nel centro di Grosseto in stato di agitazione e sottoposto a sedazione. Una volta arrivato al Misericordia, si è scagliato contro un’infermiera del Pronto soccorso; sono subito intervenuti i colleghi della professionista che lo hanno bloccato, a seguire sono state quindi attivate le forze dell’ordine. La professionista aggredita ha riportato 7 giorni di prognosi.
“Esprimo la solidarietà di tutta l’Azienda Usl Toscana sud est alla collega vittima di questa aggressione – dichiara il direttore generale della Asl Toscana sud est, Marco Torre -, attiveremo tutti gli strumenti in suo supporto e valuteremo ulteriori azioni volte al contrasto di questo fenomeno. Il nostro appello è quello di mettere in campo ogni azione possibile al fine di proteggere il personale e in particolare quello che è maggiormente esposto agli episodi. Dobbiamo evitare di mettere a repentaglio l’incolumità degli operatori e quindi la sostenibilità del servizio sanitario”.
La solidarietà dell’Ordine degli infermieri
“Ci troviamo a commentare questa, ennesima, aggressione ai danni di un professionista della sanità a ridosso del 12 marzo, Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza su operatori sanitari e socio-sanitari – dichiara Luca Grechi, vicepresidente di Opi Grosseto -. Una ricorrenza che, da tempo, vorremmo impiegare per creare un’alleanza con la cittadinanza, perché il tema della violenza ai danni degli operatori non sia appannaggio solo degli addetti ai lavori, ma sia una questione di comunità. D’altra parte, è evidente che, quando si verificano casi di questo tipo, a farne le spese non sono solo i professionisti, a cui esprimiamo tutta la nostra vicinanza, ma anche i cittadini: perché si creano tensioni, si determinano ritardi, si altera il normale e corretto svolgimento delle procedure di assistenza”.
“Allo stesso tempo dobbiamo essere consapevoli che, di frequente, le aggressioni sono da attribuire a pazienti con problematiche di tipo psichiatrico, spesso ad alta intensità: si tratta di una tipologia di pazienti per i quali il sistema riscontra sempre più problematiche della presa in carico – termina Grechi –. Accanto a questa attività di informazione, ovviamente, è importante portare avanti la formazione del personale sanitario: dobbiamo lavorare ancora meglio sulla diffusione delle tecniche di de-escalation da applicare per ridurre il rischio di aggressioni, tutelare i sanitari e, allo stesso tempo, tutelare i cittadini che, se si trovano in presidi ospedalieri, Pronto soccorso e punti di primo soccorso, sono comunque persone bisognose di assistenza e in un momento di fragilità della loro vita”.
La solidarietà dell’onorevole Fabrizio Rossi
“Piena solidarietà e vicinanza all’infermiera del Pronto soccorso dell’ospedale Misericordia, aggredita e colpita più volte, durante lo svolgimento del proprio lavoro, da un paziente da poco arrivato con un’ambulanza del 118 per essere visitato dal personale sanitario”.
A dirlo è il deputato grossetano di Fratelli d’Italia, Fabrizio Rossi, appena appresa la notizia dell’aggressione all’operatrice sanitaria.
La solidarietà della Uil
“Bene esprimere solidarietà alle aggressioni dei sanitari che avvengono nei presidi e sul territorio ma, a parere della segreteria della Uil Fpl, si deve passare ad azioni concrete che tutelino i lavoratori e gli utenti che si trovano a vivere situazioni dove viene messa rischio la sicurezza e l’incolumità delle persone”.
Sono queste le dichiarazioni di Sergio Lunghi, segretario generale, e Luciano Fedeli, responsabile Sanità, a nome di tutta la segreteria dell’area vasta Toscana Sud Est, con le quali prendono posizione sulle aggressioni con riferimento all’ultimo episodio che si è verificato al Pronto soccorso di Grosseto.
“Avevamo avanzato alcune proposte in occasione dei convegni che abbiamo tenuto tra novembre e dicembre a Grosseto e Siena e vogliamo che si passa dalla teoria ad azioni concrete, rendendo operative iniziative che, a nostro avviso, possono e devono essere messe in campo a tutela della sicurezza di chi lavora o si reca per cure nei presidi sanitari – continua la nota -. I dati raccolti mostrano che il fenomeno è in aumento e, se è vero che è generalizzato in tutta la regione e a livello nazionale, questo non ci esenta ad intraprendere tutte quelle precauzioni che siano deterrenti e contengano le violenze verbali e fisiche alle quali è sottoposto il personale e, come avvenuto a Grosseto, possano compromettere anche la sicurezza dei cittadini che si trovano nei luoghi destinati alla cura e sui quali, accidentalmente o volontariamente, si possono scaricare comportamenti violenti”.
“È, ad avviso della Uil Fpl, un problema che riguarda tutte le istituzioni presenti sul territorio che devono far sì che aumentino le condizioni di sicurezza e tutela dell’ordine pubblico all’interno degli ambienti sanitari, così come viene fatto per altre situazioni come gli eventi sportivi e in zone a rischio di sicurezza – prosegue il sindacato -. Aprire quindi un tavolo che coinvolga Prefettura, Questura, Comuni e organizzazioni sindacali, ci pare la prima delle misure da intraprendere per arrivare alla definizione urgente di protocolli che consentano ad operatori, di poter svolgere il proprio lavoro e avere per gli stessi e per gli utenti quella serenità che viene interrotta da atti violenti e ingiustificabili. Il caso del Pronto soccorso, come ci è stato riferito, si è verificato a causa delle condizioni alterate di un utente ed anche in questo frangente devono essere misure idonee perché ad avviso di questa organizzazione, è bene isolare e sorvegliare attraverso la presenza di forze dell’ordine, soggetti il cui stato psico – fisico possa potenzialmente costituire pericolo per la pubblica incolumità destinando magari locali isolati e presidiati temporaneamente da forze dell’ordine. È necessario inoltre pensare ad una maggiore frequenza della presenza di personale che costituisca deterrente per violenze e tuteli l’ordine pubblico durante i turni di lavoro perché non è pensabile che i professionisti sanitari svolgano funzioni non proprie che mettono a rischio anche la loro incolumità”.
“Solleciteremo ancora le istituzioni ad agire su questo tema e a riguardo questa organizzazione convocherà nei prossimi giorni un apposito incontro con i lavoratori della sanità e i dirigenti sindacali presso il presidio di Grosseto per esaminare e intraprendere azioni da portare all’attenzione della Direzione aziendale e del comparto – termina il comunicato -. C’è la necessità di intraprendano percorsi finalizzati alla costruzione di ambienti dove i professionisti possano svolgere il proprio lavoro di azioni di cura e che tutelino la loro sicurezza e quella dei cittadini perché i luoghi di cura non possono diventare luoghi dove si assiste a violenze incontrollate che si scaricano esclusivamente su lavoratori e utenti”.

