Home Colline Metallifere“Gaia, come stai?”: al Teatro del Ciliegio lo spettacolo dedicato a bambini e famiglie

“Gaia, come stai?”: al Teatro del Ciliegio lo spettacolo dedicato a bambini e famiglie

A Monterotondo Marittimo il teatro parla diverse lingue


di Redazione
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Monterotondo Marittimo (Grosseto). Officine Papage è un’impresa teatrale che lavora a stretto contatto con le comunità per realizzare progetti che favoriscano l’accessibilità e l’innovazione dei prodotti culturali e artistici.

In questo percorso di ricerca rientra lo spettacolo per bambini e famiglie “Gaia, come stai?”, che andrà in scena al Teatro del Ciliegio di Monterotondo Marittimo martedì 14 gennaio alle 15.00. 

Lo spettacolo

L’iniziativa si rivolge agli studenti del territorio e alle loro famiglie e presenta ai pubblici un’originale novità: la performance, recitata dal giovane attore Emanuele Niego, attraverso un sistema tecnologico sarà tradotta in simultanea in lingua albanese (drammaturgia tradotta da Lude Ibishi), per essere fruita facilmente anche da chi conosce meglio questa lingua rispetto all’italiano. A Monterotondo Marittimo, infatti, la comunità residente macedone e albanese è pari a circa il 20% della popolazione. La proiezione di soprattitoli avverrà direttamente nel campo visivo dello spettatore in modalità di realtà aumentata su supporto di visori (occhiali Smart Glasses) che hanno il vantaggio di lasciare libere le mani e di consentire la massima comodità per chi li indossa. Per quegli spettatori che desiderano un’esperienza meno immersiva, la soluzione tecnologica offerta da Officine Papage prevede inoltre una possibilità alternativa di fruizione, attraverso la proiezione dei soprattitoli direttamente su smartphone o tablet: in tal caso lo spettatore non indossa gli Smart Glasses, ma visualizza la sopratitolazione direttamente sul proprio device. 

“La lingua rappresenta spesso un limite alla fruizione dell’offerta teatrale – dichiara il direttore artistico di Officine Papage Marco Pasquinucci -, mentre noi siamo fortemente convinti che agevolare la partecipazione attiva di tutte le fasce della popolazione agli eventi culturali del territorio, anche quelle limitate dall’ostacolo linguistico, rappresenti una straordinaria opportunità per favorire una maggiore coesione sociale”.

Non solo nuove tecnologie e accessibilità, l’appuntamento è interessante anche per il tema trattato, di grande attualità: la sostenibilità del consumismo, una riflessione sull’inquinamento globale, ma non solo. Protagonisti della storia sono Gaia, la madre terra, e l’adolescente Olmo. Gaia è decisamente di pessimo umore: è inquinata, sta finendo le energie ed è stracolma di spazzatura. Olmo ci rappresenta, inconsapevoli consumatori su un pianeta in difficoltà, sempre più numerosi, pronti a prendere e buttare via tutto, come nella Città di Leonia, nata dalla penna di Italo Calvino. Le giornate di Olmo e di chi gli sta intorno sono scandite dalla regola del “cambia e butta”: ogni mattina tutto si deve aggiornare, quindi bisogna buttare via il vecchio per fare posto al nuovo. Ma nel mondo di Olmo, così simile al nostro, non sono solo gli oggetti a diventare rifiuti: qui si può sostituire tutto, anche gli amici, persino i genitori! La vita creata dal “cambia e butta”, moderna, frenetica, efficiente, sempre al passo con i trend, sembra avere solo risvolti positivi, ma non così: il giovane protagonista di questa storia si renderà conto che, forse, l’unica cosa che resta da cambiare sono le nostre abitudini sbagliate. 

L’evento si realizza in collaborazione con le scuole (Istituto comprensivo “Don Curzio Breschi”), con il supporto dell’amministrazione comunale e grazie al finanziamento dell’Unione Europea – Next Generation Eu (Pnrr, M1C3 – Investimento 3.3 – Supporto ai settori culturali e creativi per l’innovazione e la transizione digitale) all’interno del progetto di Officine Papage “On S.T.A.G.E.! – Strategie per un teatro accessibile globale ed efficiente”, che mira a rendere accessibile il teatro a tutte quelle persone che, per ragioni di barriera linguistica o di disabilità, vedono preclusa o limitata la possibilità di partecipare come pubblico agli spettacoli di teatro di prosa, che utilizza come linguaggio prevalente il parlato. 

L’ingresso allo spettacolo è gratuito.

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