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Olivotto: “Lascio il Movimento 5 Stelle, ecco perchè”

di Redazione
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Grosseto. Con la conclusione della Costituente e dopo un adeguato periodo di riflessione, comunico le mie dimissioni irrevocabili dal ruolo di coordinatore provinciale per il Movimento 5 Stelle e, conseguentemente, come iscritto del Movimento”.

A dichiararlo, in un comunicato, è Lorenzo Olivotto.

“Precisamente quindici anni fa aderii con convinzione a quello che è stato certamente il soggetto politico più all’avanguardia e rivoluzionario che si sia seduto nelle istituzioni – continua Olivotto. Al tempo ero già un felice ‘amico di Beppe Grillo’, ne avevo seguito le battaglie, gli spettacoli e il Blog. In questo lungo percorso ho potuto essere un attivista, un portavoce e, infine, un coordinatore. In tutte queste fasi, affrontate come un percorso personale di crescita, non ho mai perso di vista alcuni obiettivi con più o meno ampio respiro politico; per realizzarli ho sempre potuto confidare su una comunità molto vivace e preparata, e su amici davvero leali. Persuaso dell’idea che ‘il male vada sradicato dai campi che conosciamo […]’ (cit.), ho cercato di non allontanarmi troppo dalle mie radici territoriali rinunciando ad incarichi prestigiosi, almeno secondo la mentalità più comune in politica. Ero certo che avrei potuto contare sul supporto di tanti amici entrati nelle istituzioni sovraordinate, e così per me è sempre stato”.

“Con grande attenzione alle parole, ho cercato di essere un ambasciatore discreto, ma fermo dei nostri valori fondanti, valori che ho raccontato in tutte le occasioni in giro per la Maremma, la Toscana e anche per l’Italia, soprattutto all’inizio del mio percorso nel Movimento quando ero un portavoce e non avevamo ancora rappresentanti in Parlamento – prosegue la nota -. Un ‘ortodosso’, come mi hanno definito alcuni, tuttavia sempre ben disposto alla ragionevolezza e alla flessibilità di pensiero quando ciò è stato necessario per accogliere alcuni cambiamenti dettati dalle mutevoli circostanze. I primi disagi per me sono sorti con il secondo Governo Conte, dove mettemmo da parte la bellissima esperienza del Contratto di Governo e sul piatto anche, ‘inspiegabilmente’, alcuni Ministeri. Votai contrariamente alle consultazioni. Fui ad un passo dal mollare su Draghi, quando gli iscritti videro il Garante, il presidente ed ex presidente del Consiglio esprimersi favorevolmente sulla scelta politica senza che venisse minimamente descritto il perimetro politico di quel Governo. Superai quella fase solo capendo il momento storico”.

“Quando ti senti tradito non è facile riacquisire la fiducia, che invero recuperai quando, rimasto per le forti pressioni di vertici e amici, si tornò a parlare di gruppi territoriali con il nuovo statuto e anche della possibilità di introdurre la figura di un logico coordinamento, ruolo che ho ricoperto con impegno sino ad adesso – prosegue il comunicato -. Anche su questo una riflessione personale: gli iscritti grossetani sanno bene che non sono mai stato a mio agio ad avere un ruolo di funzione politica e di segreteria così importanti passando attraverso una nomina diretta e, proprio perché vengo dagli albori dell”uno vale uno’, ho sempre cercato di far emergere la mia presenza di coordinatore provinciale solo quando necessaria alla provincia e non al mio ego. Fatto è che ci siamo ritrovati, e per almeno un anno le cose hanno incominciato a funzionare anche discretamente bene. Contemporaneamente, nel coordinamento regionale e nazionale ho cercato di far passare il messaggio che la figura del presidente fosse troppo abusata e che, sminuito il suo alto profilo per mano di attacchi mediatici, saremmo stati nei guai se non avessimo adoperato delle alternative. Invece, abbiamo continuato a puntare tutto su una sola persona per comunicare agli italiani le nostre cause e ad ogni minimo problema non ci siamo mai fermati per fare il punto della situazione. Il vaso si è scoperchiato quando ormai ad amministrative e liste fatte, quest’anno, ci siamo ritrovati a dover subire una campagna elettorale pensata male, costosa e del tutto infruttuosa sia a livello locale sia, soprattutto, europeo, nella quale siamo scesi sotto il 10% dei consensi”.

“Ancora convinto di poter dare una mano, insieme a tanti colleghi, ho chiesto di fermarci tutti un attimo a riorganizzarci perché i problemi erano evidenti, come alcune possibili soluzioni. Ho ricevuto il silenzio per mesi per poi scoprire, a mezzo stampa, che il Movimento era nel bel mezzo di una fase (ri)-costituente. Nessuno, e per nessuno intendo dire nessuno, al di fuori di una ristretta cerchia ne sapeva nulla – sottolinea Olivotto –. Questo non sarebbe stato nemmeno un grande problema se la cosa si fosse svolta velocemente. Invece, i tempi sono diventati lunghissimi, si giunge a novembre 2024 e una sola riunione lo scorso giugno 2024, dove non siamo stati nemmeno in grado di fare la cosa più importante afferente al coordinamento toscano, ovvero organizzare le imminenti elezioni regionali. La Costituente. Non entro nel merito di com’è stata organizzato ciò che restituisce un movimento a ranghi sicuramente rafforzati, sancendo al contempo la fine di un’era. Non posso dirmi lontano dai temi emersi, che trovo comunque scontati per noi, una distrazione interna che all’esterno non sposta di un soffio l’opinione pubblica. E non sono certamente distante dalle persone che compongono le ‘nostre’ fila”. Ciò che mi lega e mi ha legato al Movimento si è tuttavia spezzato, e a questo non posso porre rimedio in alcun modo. Per tanti anni ho raccontato una storia rivoluzionaria alle persone, con passione ed onestà intellettuale molto sentite”.

“La Costituente sancisce l’ultimo strappo con un percorso che non mi appartiene, dove si elimina il vincolo del secondo mandato e si cancella per sempre il concetto che ‘le idee non sono né di destra né di sinistra, sono buone o cattive”‘ Segue la prassi di ‘bloccare’ al primo posto in lista persone scelte dal presidente – continua il comunicato. Abbiamo quindi i listini bloccati, dove anche il secondo e terzo posto saranno terreno facile per i big, ormai con il terzo mandato o più a disposizione. Siamo posizionati da una parte. E siamo diventati un partito a compartimenti stagni. Non potendo adeguarmi, posso solo fare una scelta di grande rispetto per chi ancora crede, lotta e fa di tutto per migliorare la qualità di vita dei cittadini: farmi da parte. Così facendo chi vorrà avrà più spazio per fare ciò che io non ho più nel cuore di fare. Sarei potuto restare, ancora per tenere questo o quel ruolo, ma ci stiamo da troppo tempo occupando di questioni interne, anche di potere. Semmai avverrà un mio ritorno sarà quando ci potremo confrontare, raccontandoci per una volta la verità sulle tante cose accadute negli ultimi due anni”.

“Saluto i tanti compagni, i coordinatori e gli iscritti, con l’augurio di avere grandi successi. Saluto anche gli amici che a proprie spese tentano di addrizzare la barca con spirito di abnegazione. Ringrazio coloro i quali hanno tentato di tenermi dentro, ancora, e i tanti che mi hanno scritto messaggi di saluto molto belli. Resterò un cittadino informato, attento e sempre pronto a rompere il silenzio quando vedrò che qualcosa non funziona come secondo me dovrebbe – termina il comunicato – termina il comunicato -. ‘Fai attenzione a come pensi e a come parli, perché può trasformarsi nella profezia della tua vita’ (S. Francesco)”.

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