“Non così piccoli. L’azzardo nei piccoli comuni italiani” è uno studio certosino che analizza il gioco pubblico nei 3232 comuni italiani che non superano i 10.000 abitanti. Un quarto della popolazione italiana, il 41% dei comuni. La ricerca è stata complicata perché il primo ostacolo è proprio l’assenza di dati sul gioco fisico, scarsi da ormai qualche anno. Se non altro la ricerca ha prodotto degli spunti interessanti. In particolare, perché i piccoli comuni italiani sono quelli in cui più si accentua la lotta contro il gioco.
“Dalla ricerca emerge anche che nei piccoli centri si riscontrano anche ampie anomalie – commenta Silvia Urso di Giochi di Slots -. Allo stato attuale la regione che meno spende in gioco online è il Veneto: i 960 euro annui di Padova sono solo a migliaia di chilometri di distanza dai 3200 di Palermo. La situazione diventa più acuta nei piccoli comuni: Aquilara Veneta, 4161 abitanti in provincia di Padova, è il comune in cui si gioca di più online nel 2023”.
“Nel 2022 si registrava un dato di poco superiore a quello provinciale, con 1231 euro totali, aumentati poi nel 2023 per ogni singolo abitante tra i 18 ed i 74 anni di età. Lo studio ha evidenziato anche come la media pro capite del gioco online si alzi in quei comuni con maggior afflusso turistico. Un esempio: Capri, in Campania, isola bersagliata dal turismo per un semestre all’anno, registra una spesa pro capite di 7913 euro nel 2022, saliti a 9503 nel 2023. Anacapri, comune limitrofo nella stessa isola, segna il record di quasi 5.000 euro”, continua l’Head Content di Giochi di Slots.
“Tendenzialmente, questo la ricerca lo conferma, al Sud si gioca di più: nei comuni di Palermo, Messina, Lecce, Cosenza, Napoli e Salerno – parlando solo di top 10 – sono le provincie in cui il gioco è più popolare, dove si spende di più e dove, spesso inconsapevolmente, si può finire vittime degli intringhi della malavita organizzata, come interessata al gioco per via del riciclaggio”, sottolinea Urso..
Intanto Federconsumatori non è disposta a fare sconti e, commentando i dati della ricerca, ha ricordato come sia ormai necessario porre un limite al gioco d’azzardo online. L’appello, venuto direttamente da Michele Carrus, presidente di Federconsumatori, è quello di arrivare a politiche nazionali prima, locali poi per contenere il gioco in tutte le sue dimensioni. Parere simile è quello della CGIL, che chiede dati precisi per comuni medi e piccoli per arrivare ad una tempestiva risposta normativa.
Questione aperta, dunque, nel mentre l’iter di riforma normativa voluto dal Governo prosegue e le polemiche difficilmente mancheranno.

