Amiata (Grosseto). Si conclude in questi giorni il progetto di agricoltura sociale, denominato Social-Cast (castanicoltura sociale) che ha realizzato dei percorsi socioterapeutici per 10 persone con svantaggio, sviluppati all’interno di aziende castanicole del territorio amiatino.
Questo progetto, collegato e prosecuzione naturale degli altri due progetti di agricoltura sociale realizzati negli anni passati sull’Amiata, Cuore@miata e Rigener-Azioni Montelaterone, ha sperimentato in due aziende castanicole amiatine l’agricoltura sociale come supporto alla rete dei servizi territoriali. La scelta della castanicoltura come attività agricola terapeutica non è avvenuta per caso. Nei progetti precedenti era stata verificata, per i partecipanti, la preferenza in assoluto dei castagneti come luoghi per le attività di agricoltura sociale, in quanto aree belle, molto piacevoli ed estremamente vocate per il benessere. Di conseguenza è venuto naturale sperimentare la castanicoltura sociale, anche con il supporto dell’Associazione per la valorizzazione della castagna del Monte Amiata Igp.
Il progetto
Il progetto ha avuto l’obiettivo di elaborare una nuova visione nel campo dei servizi alle persone svantaggiate con l’idea di mostrare che sono possibili soluzioni nuove di welfare. Le pratiche di agricoltura sociale possono essere una soluzione da adottare nel territorio dell’Amiata, a patto che si lavori tutti insieme: aziende agricole, terzo settore, soggetti pubblici e territoriali. Per i 10 utenti del progetto, soggetti con svantaggio individuati sul territorio dell’Amiata dal personale della Società della Salute Coeso Grosseto, i risultati sono stati concreti: si è incrementata l’autonomia, le abilità relazionali e manuali, potenziate le competenze comunicative, cognitive ed espressive ed incrementate le relazioni interpersonali.
La cooperativa di comunità il Borgo di Montelaterone ha fatto da capofila mettendo insieme un partenariato molto variegato, che ha visto un’importante partecipazione territoriale. Il raggruppamento, costituito in Ats, ha usufruito dei contributi a fondo perduto del bando annualità 2022 della Regione Toscana, sottomisura 16.9 del Psr 2014-2020 per la “Diversificazione attività agricole in attività riguardanti l’assistenza sanitaria, l’integrazione sociale, l’agricoltura sostenuta dalla comunità e l’educazione ambientale e alimentare”.
Al progetto hanno partecipato, oltre alla cooperativa di comunità Il Borgo con la Presidente Stefania Cassani, la cooperativa Il Quadrifoglio di Arcidosso con la coordinatrice Eleonora Alfieri e Giada Galli, l’azienda agricola Francesco Monaci di Castel del Piano, la società agricola Amandula di Monica Fanciulli e Francesco Mililotti, con Kirian Regan di Montegiovi, lo studio Agricis di Sasso d’Ombrone, con il dottor Giovanni Alessandri, l’Università di Pisa Dipartimento di Scienze veterinarie, con il professore Francesco Di Iacovo e la dottoressa Sara Calonaci, e l’Università di Firenze – Dagri, con la professoressa Silvia Scaramuzzi.
Il progetto è stato inoltre patrocinato e promosso dall’Associazione per la valorizzazione della castagna del Monte Amiata Igp con il suo Ppesidente Roberto Ulivieri.
Social-Cast, come progetto di innovazione sociale, è stato particolarmente interessante, poiché sono stati condotti campi castanicoli nelle aziende del progetto, con l’uso terapeutico anche di animali domestici, come asini dell’Amiata e pony; nel progetto sono state testate, assieme alle attività tradizionali della castanicoltura (ripuliture, spollonamenti, sistemazione dei castagneti, raccolta delle castagne), anche attività di cucina ed alcuni lavoretti, come la realizzazione di capanne all’interno dei castagneti. Inoltre, è stata creata dai ragazzi partecipanti al progetto una maglietta divulgativa ed un libretto fotografico a ricordo della attività compiuta.
“Un progetto come Social-Cast – commenta il coordinatore tecnico del progetto, il dottor Giovanni Alessandri – lascerà il segno sul territorio. Inutile dire che siamo molto soddisfatti dei risultati ottenuti e non parlo solo per i soggetti che hanno usufruito dei servizi, ma anche della rete territoriale che si è creata, andando a recuperare una tradizione come quella castanicola nel segno dell’innovazione e legando le attività rurali e sociali della montagna.”
“Il progetto Social-Cast – afferma Stefania Cassani, capofila del progetto – rappresenta una scommessa vinta per l’Amiata e una dimostrazione di come cooperazione e collaborazione tra le realtà territoriali dell’Amiata grossetana più sensibili alle tematiche sociali (mondo della cooperazione, servizi sociali territoriali e aziende agricole), sono possibili”.
I risultati del progetto Social-Cast saranno presentati sabato mattina, 26 ottobre, ad Arcidosso durante “Castagna in Festa”, manifestazione principale dedicata alla castagna sull’Amiata, alla presenza dell’assessore regionale Leonardo Marras e di tutti i partecipanti al progetto.

