Grosseto. La rete Poct dell’Asl Toscana Sud Est conferma la certificazione di qualità ISO 9001:2015. I dispositivi Point-of-care testing (Poct) sono strumentazioni che consentono l’esecuzione di analisi cliniche in prossimità del sito di cura e assistenza del paziente.
Il concetto alla base è la possibilità di eseguire i test nel modo più sicuro e immediato per il paziente, in modo da poter fornire al medico e al team assistenziale i risultati nel più breve tempo possibile. Inoltre, l’utilizzo di queste tecnologie permette di monitorare le situazioni più critiche già dall’intervento del sanitario del 118 sul territorio fino all’arrivo al Pronto soccorso e ai reparti ad alta intensità di cura.
Nei giorni primo e 3 ottobre è stato condotto da parte dell’ente certificatore Kiwa un audit, durante il quale sono stati analizzati i percorsi sanitari in cui le strumentazioni vengono utilizzate ed è stata verificata la conformità del Sistema di gestione qualità ai requisiti della norma.
La Rete Poct dell’Asl Toscana Sud Est è composta da tredici sedi operative, distribuite sui territori delle province di Arezzo, Siena e Grosseto. I laboratori di analisi di ogni area hanno la governance di tutto il processo; questo garantisce un’omogenea gestione di tutte le strumentazioni in Poct, anche attraverso una connessione informatica e di conseguenza maggiore tracciabilità e sicurezza del dato.
«Il punto di forza di questa organizzazione – dichiara la responsabile della Rete Poct della Asl Toscana Sud Est, Marilena Fantacci – è la multiprofessionalità del team, costituito sia da personale di laboratorio (tecnici, medici, biologi,) sia dai medici e infermieri utilizzatori dei servizi dove sono state installate le tecnologie. Tutto il personale coinvolto ha competenza e interesse alla costituzione di un modello organizzativo che metta al centro il paziente garantendogli un servizio sicuro e di qualità. Il futuro è ormai vicino e con il Pnrr e il Dm 77 ci troverà pronti ad affrontare, grazie alla nostra organizzazione, questa nuova sfida della sanità pubblica».

