Home AttualitàNamibia: la siccità e la fame portano il Governo ad abbattere gli animali selvatici

Namibia: la siccità e la fame portano il Governo ad abbattere gli animali selvatici

di Redazione
0 commenti 65 views

Il periodo storico in cui siamo immersi è costituito da profondi processi di innovazione che, in un modo o nell’altro, interessano ogni angolo del globo. Si tratta, però, di un momento particolarmente controverso sotto diversi punti di vista, in cui tematiche come l’emergenza ambientale colpiscono intere comunità in maniera molto impattante. Le conseguenze del cambiamento climatico, nella fattispecie, rappresentano un fardello molto difficile da gestire, soprattutto per territori come la Namibia, recentemente protagonista di una notizia che ha destato non poco clamore nell’opinione pubblica. La Namibia è rinomata per la sua vocazione turistica, in particolare per i safari (non a caso protagonisti di molti viaggi di gruppo per la Namibia, come quello proposto su Stograntour.com) che attirano visitatori da tutto il mondo desiderosi di osservare la straordinaria fauna selvatica del Paese. Negli ultimi anni, questo settore ha registrato una crescita significativa, diventando una delle principali fonti di reddito per la nazione. Tuttavia, la grave siccità che ha colpito la Namibia ha costretto il Governo a prendere la difficile decisione di abbattere alcuni degli animali selvatici protagonisti di questi safari. Nelle prossime righe, intendiamo fornire i dettagli sulla vicenda. 

La difficile decisione del Governo namibiano: il dettaglio sull’abbattimento della fauna locale 

Ha fatto il giro del web in pochissimo tempo e ha immediatamente mosso le coscienze di animalisti e non solo. Quella del Governo namibiano di abbattere oltre settecento tra zebre, gnu, ippopotami, elefanti e impala, tra gli altri, però, non è stata una decisione presa a cuor leggero, né tantomeno un atto randomico. La decisione, infatti, è stata presa con sofferenza a causa della terribile siccità che sta interessando il territorio e che ha esaurito la maggior parte delle risorse alimentari presenti. La carne degli animali abbattuti verrà, infatti, distribuita alla popolazione, in modo da evitare che lo stato di carestia si prolunghi ulteriormente. 

Come detto, gli animali che saranno interessati da questa decisione istituzionale sono, di fatto, quelli che i turisti accorrono ad ammirare da ogni parte del globo, molto spesso, facendo dei safari il loro viaggio della vita. Quella che sta interessando il territorio namibiano è, però, la peggiore siccità dell’ultimo secolo e, proprio a causa del crollo di risorse idriche, le riserve alimentari del Paese sarebbero allo stremo, con milioni di persone che rischieranno l’insicurezza alimentare nei prossimi mesi, a meno che non si corra ai ripari. 

I motivi dietro la scelta di abbattere centinaia di animali in Namibia 

Come già precedentemente accennato, quella presa dal Governo namibiano non è stata affatto una decisione semplice, anzi. Tra i motivi che hanno spinto le istituzioni del Paese africano a reagire in questo modo alla siccità, oltre la mancanza di risorse, è stato il bisogno di diminuire il pericolo per pascoli e raccolto, riducendo il rischio di aggressioni tra la fauna selvatica e i namibiani stessi. Lo stato di siccità, infatti, spinge anche gli animali a compiere scelte poco convenzionali, facendoli spostare verso le aree occupate dagli uomini, distruggendone i raccolti, le riserve di cibo e causando fattispecie rischiose e incidenti. 

Il Ministero dell’ambiente namibiano ha tenuto a sottolineare come questa scelta non sia stata dettata da una demonizzazione delle specie interessate, quanto piuttosto dal bisogno di preservare la popolazione ed offrire loro risorse alimentari con le quali poter sopravvivere a questo periodo fortemente avverso. Saranno 723 gli animali abbattuti. Tra questi, troveranno spazio zebre, antilopi, gnu striati, elefanti, bufali, impala e diversi ippopotami. Si farà particolare attenzione agli elefanti e alla loro localizzazione, essendo gli animali maggiormente propensi al contatto con le zone antropizzate. 

Lascia un commento

* Utilizzando questo form si acconsente al trattamento dati personali secondo norma vigente. Puoi consultare la nostra Privacy Policy a questo indirizzo

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Ti potrebbero interessare

Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy: