Follonica (Grosseto). “A volte capita di concentrarsi su una cosa, finendo per trascurarne altre. È quello che succede ai follonichesi, abituati oramai a volgere lo sguardo verso il mare e scordandosi che alle loro spalle c’è una distesa verde di ben 7000 ettari chiamata Parco di Montioni”.
A dichiararlo, in un comunicato, sono i Giovani Democratici di Follonica.
“Una realtà che possiede risorse storiche e ambientali di grande potenziale che al momento non sono completamente sfruttate per via, in parte, della politica turistica delle passate amministrazioni che si sono concentrate maggiormente sulla valorizzazione del settore balneare – continua la nota – Il Parco di Montioni si distingue per la sua straordinaria biodiversità, che abbraccia una vasta gamma di habitat, tra cui la suggestiva macchia mediterranea e boschi rigogliosi di cerro e leccio. La fauna del parco vanta specie come il lupo, il capriolo, il daino, il cinghiale e la martora. Dal punto di vista storico-archeologico, l’area di Montioni racchiude testimonianze affascinanti, come le cave di allume, antiche cavità scavate nella roccia per estrarre il prezioso minerale, utilizzate fino all’inizio del secolo scorso. Inoltre, sono presenti i resti di un antico villaggio minerario, commissionato per volere di Elisa Baciocchi, sorella di Napoleone, che includeva una residenza per la principessa e un bagno termale a uso privato. Nonostante il loro significato storico e industriale, oggi questi siti giacciono trascurati e inutilizzati dal punto di vista culturale e turistico”.
“Follonica, essendo già una cittadina giovane e di conseguenza povera di storia, dovrebbe puntare al miglioramento dei pochi beni culturali in suo possesso per diversificare e ampliare il proprio concetto di turismo, dando l’opportunità a questo vero e proprio ‘oro verde’ di essere conosciuto anche dagli ospiti estivi, in particolare da coloro che sono praticanti di mountain bike e di attività di trekking, consolidatasi negli ultimi decenni nelle nostre zone – sottolineano i Giovani Democratici -. Ma affinché ciò accada, tutto deve essere supportato da servizi mirati a questo tipo di turismo come lo svilupparsi di ‘bike hotel’, il miglioramento delle piste ciclabili all’interno del parco attraverso una più precisa e aggiornata segnaletica e la creazione di percorsi tematici. Ma tutto ciò non può avvenire senza una maggiore promozione del parco da parte del reparto turistico della città, cosa che potrebbe divenire più efficace istituendo un ente del parco che si occupi di veicolare e coordinare le varie attività attraendo così risorse e permettendo la creazione di posti di lavoro, tutti requisiti che potrebbero trasformare il Parco di Montioni in una riserva regionale”.
“Infine, c’è un problema che minaccia l’integrità di questa oasi verde: la presenza della strada provinciale Aurelia che la divide dal resto della città, la quale rappresenta una vera e propria barriera fisica e psicologica per chi vorrebbe fruire di questo spazio naturale – termina la nota -. Una soluzione potrebbe essere quella di costruire un passaggio ciclopedonale che faciliti l’ingresso nel parco che potrebbe, in futuro prossimo, rappresentare il termine di un percorso ciclabile che unisce l’accesso del parco con il nostro lungomare”.

