Grosseto. Quanto la “Caccia alle streghe”, compendio di tutte le misoginie e di tutte le intolleranze, può essere attuale? Quanti dei pregiudizi e stereotipi che riscontriamo ancora oggi nelle sentenze derivano dalla visione della “donna difettosa” delineata verso la fine del XV secolo nel Malleus Maleficarum, il “martello delle malefiche”, ovvero delle “streghe”? Per cercare di rispondere a queste domande La Libreria delle ragazze ha organizzato un convegno per sabato 2 dicembre, dal titolo “Conflitto di genere: l’attualità della caccia alle streghe”.
Il convegno
Aprirà la discussione la professoressa Maria Raffaella Cangi, che ripercorrerà le tappe di una lunga strada lastricata di dolore e discriminazioni, dimostrando come, attraverso la rappresentazione di donne del mito e donne reali, sia stato e sia ancora semplice riconoscere, in quelle che non corrispondono all’immaginario costruito dagli uomini per gli uomini, la “pericolosa strega”, ed evidenziando la graduale costruzione di un sistema sociale e di potere che ha trovato nel controllo e nella sottomissione delle donne le sue fondamenta e il suo cemento.
La professoressa Cristiania Panseri, partendo da una breve analisi di due sentenze, pronunciate alla fine del 1300, seguirà il mutare del concetto di stregoneria e dei presupposti giuridici e simbolici della sua persecuzione. Lo strutturarsi della misoginia come componente centrale delle teorie demonologiche è la base di tutto l’edificio, la guida di generazioni prima di inquisitori e poi di giudici laici. I processi di stregoneria sorti quando le tensioni, i disordini, l’instabilità e i mutamenti agitavano l’Europa tra il tardo Medioevo e l’Età moderna, mettono in risalto come la costruzione di un capro espiatorio rappresenti una delle risposte di più lunga durata e un grande strumento di contenimento e di controllo.
Le relazioni delle due studiose saranno integrate dai contributi della professoressa Luciana Rocchi, in rappresentanza dell’associazione Racconti incontri Libreria delle ragazze relativi alla “donna strega” da un punto di vista storico, di Laura Parlanti, consigliera di Parità della Provincia di Grosseto, sul difficile percorso verso l’uguaglianza nel mondo del lavoro; di Maria Claudia Rampiconi, editor ed esperta di comunicazione, che affronterà quindi il tema del linguaggio usato dai media nel racconto delle violenze subite dalle donne con la conseguente vittimizzazione secondaria; di Sabrina Gaglianone, presidente dell’associazione Olympia de Gouges – Centro antiviolenza, che illustrerà le azioni utili ad uscire dalla violenza economica per iniziare a pensare e a costruire il proprio futuro.
La professoressa Maria Raffaella Cangi è giurista e mediatrice. Docente all’Ipu – Università pontificia salesiana – Sede aggregata della Tuscia e in diversi contesti formativi nazionali ed internazionali. Da anni svolge attività di ricerca nel campo della conflittologia, con particolare riferimento al conflitto di genere ed alla sua genesi storico-sociale, in parte esitata nell’opera “Il conflitto nel Medioevo: il potere, la Chiesa, il diverso”. È membro della International conflict society (Ics).
La professoressa Cristiania Panseri è avvocata, specialista in Criminologia e dottore di ricerca in Scienze criminologiche e psichiatrico forensi, docente di Diritto pubblico all’Ipu – Università pontificia salesiana – Sede aggregata della Tuscia. Si occupa – attraverso l’attività educativa e di ricerca – di violenza di genere e di tutela dei diritti delle donne. È membro dell’International conflict society (Ics).

