Grosseto. “Gli operatori socio sanitari sono parte integrante e sostanziale della fornitura di assistenza di qualità negli ambienti sanitari”.
A dichiararlo, in un comunicato, è la segreteria della UilFpl dell’Area vasta Toscana Sud Est Siena–Arezzo–Grosseto.
“L’operatore socio sanitario, a seguito dell’attestato di qualifica conseguito al termine di specifica formazione professionale, svolge attività indirizzata a soddisfare i bisogni primari della persona, nell’ambito delle proprie aree di competenza, in un contesto sia sociale che sanitario e a favorire il benessere e l’autonomia del paziente/utente – continua la nota -. In sostanza, l’Oss è quella figura formata e specializzata per collaborare con gli infermieri nell’assistenza a pazienti, anziani, disabili e non autosufficienti. Il lavoro dell’operatore socio sanitario ha come fine ultimo quello di garantire ai pazienti un benessere maggiore, sia a livello fisico che morale. Questa figura sanitaria è stata ulteriormente valorizzata nell’ultimo Ccnl 2019-2021, con l’attribuzione di un profilo sanitario, l’istituzione dell’Oss Senior e l’attribuzione di funzioni ed importanza nell’organizzazione del lavoro”.
“Eppure, nonostante questo, il loro supporto è ancora ritenuto ‘de facto’ a carattere residuale, dato che in Toscana e nelle Aziende sanitarie, come la Toscana Sud Est, gli Oss vengono assunti in maniera limitata, per non dire limitatissima – prosegue il comunicato -. Questo, nonostante che in nosocomi come, ad esempio, il Misericordia di Grosseto, il Sant’Andrea di Massa Marittima, il San Giovanni di Dio di Orbetello o il Petruccioli di Pitigliano, sussista un elevato e conclamato ‘bisogno’ di Oss. Le motivazioni addotte sono sempre le stesse: i numeri/parametri di riferimento danno gli Oss presenti in numero sufficiente, se non addirittura in sovrannumero, rispetto alle reali esigenze assunzionali. Osserviamo che trattasi di parametri di riferimento vecchi ed obsoleti, dato che fanno capo all’anno 2004, meno l’1,4%. Gli stessi non tengono conto della attualità, soprattutto in relazione ai dieci anni di blocco delle assunzioni (Legge 78/2010) in merito a cui, le successive acquisizioni di personale (circa 1000 in Usl SudEst) nel periodo Covid (2020), hanno rappresentato solo una ‘boccata d’ossigeno’. Non tengono conto neppure dei molti servizi sanitari aperti negli anni scorsi e anche di recente, senza le adeguate coperture di personale”.
“La Regione Toscana, viste le imposizioni governative per il rispetto dei vincoli assunzionali (che fanno riferimento all’anno 2004, meno l’1,4%) ha, dopo le migliaia assunzioni effettuate nel 2020 in periodo Covid (di cui 1000 circa in Usl SudEst) iniziato nelle Aziende sanitarie (anno 2021), un ‘piano’ di rientro della spesa per il mantenimento dell’equilibrio finanziario che, di fatto, rallenta o, nel caso degli Oss, annichilisce le assunzioni – prosegue il comunicato -. Alla data odierna, il Piano triennale dei fabbisogni 2023-2025 della Azienda sanitaria Toscana Sud Est, approvato con Delibera della Giunta regionale Toscana 623 del 5 giugno 2023, prevede assunzioni di Oss per un numero che non supera le 30 unità; assunzioni che non riguardano minimamente l’immediato periodo, caratterizzato dalla stagione estiva. Quindi, almeno per adesso, non si assumono operatori socio sanitari, ma solo infermieri. Purtroppo, come detto, la residualizzazione di questa figura professionale emerge dai fatti. Aggiungiamo che, purtroppo, talvolta, si registrano addirittura episodi di scarsa considerazione della stessa figura negli ambienti sanitari”.
“Ma c’è altro, purtroppo. Il concorso pubblico per Oss, pubblicato nel 2021 da Estar (Ente di supporto tecnico amministrativo della Regione Toscana) per la copertura di 1 posto a tempo indeterminato ed espletato nel 2022, rischia di decadere nel 2024. Questo concorso ha prodotto 2600 idonei circa, cosa che permette di scorrere la graduatoria, senza un diritto di essere assunti, ma solo in base alle esigenze delle Aziende sanitarie della Regione Toscana. La graduatoria del concorso Oss scadrà, in virtù di una recente Legge nazionale, nell’aprile del 2024. (Prima le graduatorie scadevano dopo tre anni, adesso dopo due) – sottolinea la Uil –. Sono state chiamate dalla graduatoria, da quello che risulta, ‘solo’ 237 persone in tutta la Toscana e ‘solo’ qualche unità nella Azienda Usl Toscana Sud Est. A causa delle ristrettezze governative, la Regione Toscana non può assumere oltre un determinato limite. Ma esiste, a nostro avviso, un dovere morale verso questi partecipanti risultati ‘idonei’. Le graduatorie Estar degli Oss rischiano di scadere con centinaia e centinaia di ‘idonei’, che non potranno essere assunti. Si tenga conto che fare i concorsi comporta un costo importante per la Pubblica Amministrazione (e, ovviamente, per la Regione Toscana con Estar), un costo che rischia di andare perduto, in un momento tra l’altro, dove si promuovono nelle Aziende sanitarie iniziative per il contenimento dei costi gestionali, tipo la razionalizzazione dell’illuminazione. Queste lodevoli azioni (contenimento dei costi), appaiono in netto contrasto rispetto al ‘lasciar’ decadere un concorso, dopo le significative spese sostenute”.
“Si tenga anche conto dello sforzo di 9000 aspiranti circa che hanno partecipato al concorso per Oss, sacrificando ore ed ore di studio ed il loro lavoro per poter superare le prove di esame. Tutto rischia di risultare vano – termina la nota -. La UilFpl Toscana Sud Est ritiene fondamentale ed ineludibile che la graduatoria Estar in vigore per Oss debba essere prorogata e che gli idonei vengano assunti. E’ un dovere morale”.

