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Grosseto. Proseguono le attività culturali al Quadrivio, la galleria e centro d’arte gestito da Patrizia Zuccherini a Grosseto.
Dopo l’incontro di venerdì scorso che chiudeva la rassegna “I luoghi dell’anima” – la vetrina di eventi promossa da Emozion-Arti – si apre una nuova finestra di luce artistica nella sala di viale Sonnino al civico 100.
La “Mostra di Primavera”
La titolare ospiterà nei suoi locali la “Mostra di Primavera” organizzata dall’associazione culturale Polis 2001 di Francesco Tarsi in collaborazione con Emozion-Arti. La mostra propone un’esposizione congiunta di due noti pittori della provincia di Grosseto: Claudio Paganucci e Sabina Chiarello.
Gli autori potranno far conoscere le loro opere nel periodo che va dal 4 al 21 aprile., Il giorno dell’inaugurazione sarà martedì 4 aprile, con orario di apertura alle 18.00.
Gli altri giorni, ad esclusione dei giorni di festività 7, 8, 9, 10 aprile, la mostra sarà visitabile con il seguente orario: dalle 17.00 alle 19.00.
Sabina Chiarello
Sabina Chiarello si è diplomata al Liceo artistico “Andrea da Grosseto” nel 1978. Ha avuto durante la sua giovinezza la possibilità di viaggiare molto per il mondo grazie alla compagnia del padre, anche lui amante dei viaggi, in particolare di quelli nei Paesi dell’Africa. Ed è proprio qui, in Africa, che si è accesa l’ispirazione per molte delle sue opere. La visione di quei territori poveri, martoriati dalla guerra e dalla violenza sulle donne, ha contribuito a far emergere la sua profonda sensibilità e a imprimerla nelle sue opere. La pittura da subito per Sabina è diventata il riflesso del suo stato d’animo e la tela uno strumento per poter trasmettere le sue emozioni, unite ad un forte messaggio riguardo questi delicati temi.
Negli ultimi anni, il tema delle sue creazioni pittoriche ha subito un cambiamento. Sono prevalsi, nella rappresentazione, paesaggi, nature morte, fino a quando Sabina è approdata alla scultura in argilla. Sabina è un’artista polimaterica che si esprime sia in due che in tre dimensioni, realizzando opere su carta, tela, tavola e sculture con vari materiali.
Claudio Paganucci
Claudio Paganucci nasce il 16 giugno 1946 a Grosseto. La pittura e in modo particolare la scultura sono sempre stati fra i suoi interessi personali e le sue passioni fin dall’adolescenza, anche se poi ha intrapreso l’attività più sicura di geometra.
Nel poco tempo libero ha coltivato questi interessi collaborando con suo padre Angiolino che si occupava anche di stucchi decorativi per abitazioni private e immobili pubblici (tra cui il Teatro degli Industri a Grosseto e le sale cinematografiche Marraccini, Odeon e Moderno a Grosseto, oltre alla sala del Consiglio comunale e la sala del Consiglio provinciale). In quel periodo ha seguito il padre in qualità di formatore, nei laboratori degli scultori locali, in modo particolare Tolomeo Faccendi e Nilo Bacherini.
Ha cominciato negli anni a dipingere come autodidatta principalmente con tinte acriliche, nero di china, spatola, pennelli e dita delle mani. Una volta andato in pensione, è riuscito a coltivare la sua passione per la pittura in modo più costante sino ad arrivare, grazie alla volontà di amici, alla sua prima mostra personale “Atmosfere di mare in Maremma“, con il patrocinio del Comune di Castiglione della Pescaia e della Provincia di Grosseto.
Da anziano comincia a frequentare la maestra Silvia Montomoli, titolare della scuola “Si.Mon Art School” di Follonica. Il tema ricorrente dei suoi dipinti è il mare, in tutte le sue articolazioni di colori e sfumature. Non mancano però anche le vedute di paesaggi e borghi della sua amata Maremma (in modo particolare Castiglione della Pescaia).
“La sua pittura è in primo luogo un dialogo con se stesso, con la sua amata terra di cui conosce e raffigura piccoli dettagli, ci sono vissuti, ricordi e sogni nelle sue tele, il tempo spazia dall’adesso al ricordo di quello stesso luogo in anni lontani”. Claudio Paganucci si mostra a noi con colori vibranti, gli arancio dei tramonti infuocati, le infinite sfumature di azzurri per catturare il mare a lui caro, il bianco delle sue vele nel vento, il giallo, l’oro, sapientemente dosati da far rivivere in chi guarda, il fluttuante moto degli elementi, ora docile, ora impetuoso. Nella sua pittura istintiva si coglie, oltre alla padronanza di tecniche diverse, l’emozione intima, profonda che riesce a trasmettere lavorando il colore con le mani, in un bisogno di contatto con la materia e l’immagine emozionale che vuol ricreare.
I suoi colori spesso ci portano al finire del giorno, in quello spazio dove la luce assume le tonalità più intense, per prepararsi all’oscurità della notte, oppure ci rivela le gradazioni del mare che si fonde con il cielo dopo la tempesta. Claudio Paganucci ci mostra in analogia il suo vivere l’intensità degli eventi, così come dopo la mareggiata tutto sembra spazzato via dall’impeto del mare, ci sono uomini, donne, bambini che tornano lieti a godere di una giornata che è ancora tutta da vivere.
Rappresenta in ogni sua opera le tappe evolutive del suo stile artistico e infine ci mostra l’espressione aperta e solare che da sempre lo contraddistingue.
Una caratteristica della sua pittura è quella di consegnarci un messaggio di una forza straordinaria. Ogni dettaglio, siano case, che persone, animali o cose è sempre estremamente vitale e colorato, desidera trasmettere equilibrio e serenità, come le sue vele, sia che il mare sia calmo o mosso, siano esse colorate, bianche o quasi in trasparenza, che sono sempre imponenti e dispiegate al vento.

