Massa Marittima. “La visita all’ospedale di Giani non ha portato alcuna novità“.
È questa l’amara considerazione dei rappresentanti delle forze di opposizione di Massa Marittima che, intorno al tema della sanità, trovano convergenze nell’analisi della situazione e nelle valutazioni sul nosocomio massetano.
“Da anni ormai si assiste a continue passerelle dove si annunciano cambiamenti, ma tutto resta fermo ed anzi ci sono segnali di grande arretramento con tagli alle attività ospedaliere e un territorio che non viene potenziato come promesso, ma anzi ulteriormente penalizzato – continua la nota di Massa Comune, Lega, Pci, Italia Viva, Azione e Fratelli d’Italia -. Quanto denunciato da anni dalle minoranze trova conferma nei numeri: dimezzati i posti letto nel presidio, mancanza di radiologi, anestesisti ed altri professionisti, dimensionamento delle attività chirurgiche con liste di attesa enormi, mancanza e non rispetto di quanto promesso come la realizzazione della Casa della Salute, i letti di sub intensiva e molto altro”.
“Sul territorio basti pensare alla carenza di pediatri, al dimezzamento dei medici di medicina generale. e i pochi rimasti lavorano con carichi enormi, carenza nei servizi psichiatrici per l’infanzia e gli adulti, difficoltà nella gestione dei servizi di assistenza socio – sanitaria vista l’area vasta gestita dal Coeso, il cui effetto certo prodotto è quello di allontanare le risposte di prossimità. Si risponde con palliativi e promesse, ma ancora nulla di concreto si muove – prosegue il comunicato -. Gli infermieri che arriveranno andranno a coprire, forse, quanti se ne sono andati, mentre sul fronte del potenziamento del personale ci si aggrappa alle carenze nazionali e non si mettono in discussione i ritardi accumulati negli anni e la cattiva programmazione effettuata per evitare le carenze. Sul presidio ospedaliero nessuna risposta, se non interventi strutturali che non possono essere sostitutivi al potenziamento delle attività che vogliono professionisti per dare risposte e far funzionare meglio la macchina sanitaria di un presidio che non può essere considerato solo un insieme di mura bene conservate e a norma”.
“Nulla si muove e neppure ci si degna di dare risposta al documento approvato in Consiglio più di un anno fa, segno evidente che la strategia aziendale si fa in altre sedi passando sopra la testa dei cittadini con un tacito consenso dell’amministrazione e della politica locale – termina la nota –, che in questi anni troppo poco si sono fatte sentire”.
Il commento del Tavolo della salute pubblica
Paolo Mazzocco, coordinatore del Tavolo della salute, commenta amaramente il passaggio del Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani: “La promessa dei sei infermieri non è altro che un riconoscimento di un errore amministrativo che vedeva il presidio ospedaliero Sant’Andrea penalizzato nelle assunzioni rispetto agli altri presidi e che noi denunciamo da mesi”.
“Ma in concreto invece cosa ci ha detto il Presidente Giani? Si, l’ospedale rimarrà e infatti saranno fatti altri investimenti strutturali, ma in quali condizioni, ci chiediamo, con quali prospettive? Nulla, non ha nemmeno risposto all’assessore Grazia Gucci sulla lunga lista di criticità che affliggono l’ospedale, elencate da un anno nel documento approvato anche dal Consiglio e in questi giorni portato nuovamente all’attenzione dal Tavolo – continua Mazzocco -. Uno dei problemi fondamentali, quello della radiologia, senza la quale l’intero presidio è limitato, a partire dal Pronto soccorso, per finire ai reparti. Nulla”.
“Io stesso – dichiara Mazzocco – ho chiesto quale politica sanitaria intenda attuare per cercare di ottimizzare meglio le risorse umane e per dare un segnale di inversione di tendenza nel proliferare di inutile burocrazia e relativi uffici occupati da oramai ex operatori sanitari, gli stessi che tanto servirebbero nei reparti e nei territori. Nulla”.
“Infine – conclude Mazzocco -, se veramente si riconosce il valore del presidio delle Colline Metallifere e dei suoi professionisti, perché non si attuano criteri di priorità aziendali che prevedano in varie forme un adeguamento di personale che va ben oltre la mancetta, peraltro dovuta, dei 6 infermieri?”.
“Si assiste sempre più ad interventi diretti del presidente Giani che spaziano nei vari territori e in quel di Massa Marittima sono sempre più frequenti. – aggiunge Luciano Fedeli, del Pci delle Colline Metallifere e membro del Tavolo della salute –. Dopo essere intervenuto sul Falusi, a dicembre arriva per le mura ed oggi per l’ospedale. Ma il Comune è commissariato?“
“Ma lasciando perdere l’evidente difficoltà della politica locale e delle istituzioni che latitano, nel merito i posti di cure intermedie sono da anni in programma e si dovevano attivare dal 2014, ma nulla si è visto se non, ad ogni elezione, riproporre la solita minestra riscaldata – continua Fedeli –. I lavori al pronto soccorso sono promessi già dalla prima nella tornata amministrativa del 2019, poi per le regionali e ora che si va verso le amministrative ritornano alla ribalta. Speriamo che sia la volta buona. Gli adeguamenti antisismici annunciati sono importanti, ma se mancano radiologi, anestesisti e altri professionisti avremo uno stabile sul quale sono stati investiti oltre 20 milioni di euro che non frana, ma vuoto di servizi, con cittadini e sanitari in fuga perché, ovviamente, non vi sono garanzie”.
“Forse sarebbe il caso – concludono Mazzocco e Fedeli – che si facessero meno annunci, convegni, stati generali e ci si preoccupasse più di organizzare meglio le attività se si vuole veramente mantenere in vita i presidi periferici e dare ai cittadini e agli operatori quelle certezze di cui hanno bisogno.“

