“Non si può essere indifferenti rispetto a quanto si è verificato alle mura civiche di via dei Chiassarelli e si deve far luce soprattutto dopo le dichiarazioni del sindaco Giuntini, quando senza mezzi termini punta il dito su un’impresa che, se avesse accettato il lavoro a suo tempo, avrebbe evitato il disastro”.
Queste sono le motivazioni che hanno spinto Daniele Brogi, capogruppo della Lega nel Consiglio comunale di Massa Marittima, e Daniele Gasperi, segretario del Pci delle Colline Metallifere, a presentare un esposto alle autorità competenti per far luce su quanto avvenuto.
“Il tratto delle mura civiche interessato dal crollo è stato oggetto nel corso degli anni di numerose segnalazioni da parte di singoli cittadini, di partiti politici e degli stessi consiglieri comunali che hanno chiesto insistentemente interventi per la messa in sicurezza – spiegano Brogi e Gasperi -. La Soprintendenza ha rilasciato, nell’estate del 2021, autorizzazione per l’esecuzione dei lavori per la messa in sicurezza con lo smontaggio del muro che da qualche anno era stato puntellato. La stessa dava indicazioni stringenti, ossia quelle che in tempi brevi dovesse essere presentato un progetto definitivo per la messa in sicurezza, il consolidamento e il restauro delle mura civiche, compresa la sua ‘ricostruzione’; doveva essere garantito il monitoraggio continuo del tratto di mura per verificare ulteriori fenomeni fessurativi; dovevano essere effettuati interventi per evitare danni al bene tutelato e a garantire la pubblica e privata incolumità. Nella stessa autorizzazione si rimarcava come fosse fortemente consigliabile avviare al più presto l’intervento di smontaggio progressivo del muro. Tutto questo, ribadiamo, nell’estate del 2021″.
“A seguito della suddetta autorizzazione l’amministrazione comunale ha realizzato un’indagine tra le imprese in grado di effettuare il lavoro e gli esiti hanno individuato un soggetto che avanzava un’offerta di poco meno di 50mila euro oltre a Iva – continuano Brogi e Gasperi –. La stessa impresa risulta fosse stata disponibile ad iniziare i lavori di smontaggio della porzione di mura interessata dai cedimenti entro la fine di novembre 2021, lavori che però non sono mai stati consegnati e successivamente alla ditta non veniva affidato il lavoro. Nel dicembre 2022, è stata attivata la procedura per l’individuazione di un nuovo soggetto con una stima delle opere da eseguirsi quantificata dal comune con un importo molto maggiore all’offerta precedentemente presentata e sul quale il Comune aveva già garantita la copertura finanziaria. A metà febbraio del 2022 è stato proceduto all’apertura dell’offerta presentata e a marzo 2022 veniva aggiudicato l’incarico alla ditta Lauria Antonio, con minimo ribasso. Ma i lavori non sono mai partiti, nonostante vi fosse un’urgenza segnalata dall’estate del 2021″.
“Le dichiarazioni del sindaco ci dicono che l’intervento doveva essere avviato a gennaio 2023, molti mesi dopo l’autorizzazione, forse troppi per lo stato precario nel quale si trovavano le mura e che il tempo ne fosse passato troppo lo dimostra il crollo del 23 dicembre alle ore 5.00. Il sindaco, in data 10 gennaio, ha rilasciato dichiarazioni in replica ad un precedente servizio trasmesso con dichiarazioni forti riferendosi all’intervento sulle mura: ‘Se la prima ditta, lo dico in maniera molto chiara, lo avesse fatto subito, a quest’ora sarebbero state smontate (le mura ndr)’. Tali affermazioni lasciano intravedere una responsabilità diretta da parte di terzi che sono causa del franamento e, come tali, non possono passare indifferenti ad un Ente, ma pretendono la tutela poiché causa di un danno a un bene pubblico, probabilmente all’erario e all’immagine della città. Da qui la richiesta di intervento alle autorità preposte per andare a verificare se ci sono e di chi siano eventuali responsabilità di un disastro annunciato e se questo sia da affrancare alla parte pubblica o a un privato, ossia la prima impresa che doveva eseguire lo smontaggio – terminano Brogi e Gasperi -. Inoltre, nell’esposto si chiedono di effettuare verifiche per eventuali danni erariali e danni al patrimonio pubblico ed i rischi ai quali è stata esposta la pubblica incolumità per un’approssimativa perimetrazione dell’area che, solo perché le mura sono franate alle 5 del mattino, non ha comportato danni a persone o cose”.

