Home GrossetoPolitica nella scuola, Pizzuti: “Binomio possibile, ma solo a determinate condizioni”

Politica nella scuola, Pizzuti: “Binomio possibile, ma solo a determinate condizioni”

di Redazione
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“La scelta di introdurre e avvicinare il termine politica alla scuola è per il centrodestra indubbiamente una scelta coraggiosa, un segno apparentemente di maturità. Non vorrei che siano incorsi in un grave errore scambiando la politica con la propaganda, ma non bisogna avere pregiudizi perché il tema è sicuramente interessante“.

A dichiararlo è Valerio Pizzuti, consigliere comunale Polo liberale e riformista a Grosseto.

“La politica che la scuola richiede non è quella di schierarsi da qualche parte o di pensare a portare i ragazzi su idee precostituite – sottolinea Pinzuti –. Non è questa la vera politica che vuole e deve essere l’arte e la scienza del governare: la vera e buona politica riguarda tutti poiché, come in più occasioni ho avuto modo di sostenere, ogni individuo è tenuto ad occuparsi, nelle proprie possibilità del governo della città in cui abita attraverso la partecipazione attiva, la manifestazione di comportamenti finalizzati al benessere della comunità, all’interesse della società in cui vive“.

“Sono principi e valori che valgono anche nell’istituzione scolastica, perché la scuola è una piccola comunità di persone, di studenti e di docenti, che con diritti e doveri hanno delle finalità uniche: la convivenza fondata sulla democrazia, il rispetto e la libertà di pensiero. La discussione culturale apre al confronto e al dialogo e in senso lato si potrebbe affermare che la scuola stessa è fare politica quando si occupa delle questioni sociali e umanitarie, quando forma i ragazzi all’apertura verso il mondo, all’aiuto verso chi ha bisogno, quando educa le menti alla riflessione, alle risoluzioni dei problemi, quando fornisce gli strumenti adeguati, quando è inclusiva, accogliente e comunicativa. La scuola deve insegnare a pensare, decidere, convivere, accettare le idee differenti dalle proprie. Anche la scuola, oltre la famiglia, insegna a comprendere la fondamentale importanza delle regole, della partecipazione e dell’ascolto – termina Pizzuti -. Formare le nuove generazioni implica vivere il tempo e lo spazio presente e le competenze da sole non bastano perché non completano la formazione di una donna e di un uomo. Aspettiamo, dunque, di poter verificare, attraverso i passaggi istituzionali, Commissione, uffici, Consiglio comunale, se anche il progetto di ‘politica a scuola’ proposta dalla maggioranza che governa la città di Grosseto rispetta questi presupposti prima di esprimere ogni giudizio.”

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