Giovedì 27 ottobre, alle 18 alla Galleria Eventi, in via Varese 18, nel centro storico di Grosseto, sarà inaugurata “Reperti“, la mostra retrospettiva di Roberto Gotta, visitabile ad ingresso gratuito fino a domenica 6 novembre, tutti i giorni, dalle 17 alle 20.
Nato a Parigi ma milanese doc, musicista jazz, restauratore e pittore, Roberto Gotta ha vissuto gli anni Settanta con allegria e passione. Negli ultimi quindici anni in Maremma, tra Manciano e Poggio Murella, ha affinato il suo lavoro di “artista degli scarti”, anche se preferiva definirsi un artigiano.
Il suo lavoro si inserisce nella scuola dell’arte povera, con particolare attenzione all’uso degli oggetti consumati e dimenticati. I legni di recupero, i materiali elettronici, che reinventa e fa rivivere in composizioni a metà tra pittura e scultura. Comincia con piccoli totem realizzati con pezzi come accendini, chiavi, vecchi giocattoli, lampadine. Un omaggio agli scarti della vita quotidiana, quelli di cui parla Lea Vergine in “Quando i rifiuti diventano arte” (Skira editore): “Non succede lo stesso anche a noi? Più o meno ogni giorno dobbiamo ritrovare, raccattare o ricomporre frammenti di noi stessi”.
Dai totem passa alle composizioni a tema, dove gli scarti servono a raccontare su una base pittorica più elaborata – composta di tempera e smalto, semplici matite e collage di carta – le storie che ci riguardano: tra i tanti, la comunicazione, il lavoro, i migranti, il sogno. I legni levigati dal mare si accostano agli ingranaggi di metallo e alle perline di vetro, le opere si fanno grandi come il totem ad altezza d’uomo che realizza per la Fiera di Scandicci o i portali ricavati da vecchi arredi, ma anche piccolissime come le miniature nelle mascherine delle prese elettriche.
Di lui dice Vincenzo Cottinelli, fotografo in cerca di spiriti liberi: “Ogni oggetto, comune o bizzarro, nuovo o usato, cercato o trovato o abbandonato, le sue mani e i suoi occhi lo facevano rinascere. Era felice di parlarne, di condividere e annunciare nuove idee”. Per l’amica scultrice Silvana Pincolini “il suo tratto era la leggerezza, lo spirito sempre curioso. Ricercava oggetti e materiali inconsueti, che poi utilizzava in modo stravagante stravolgendone l’uso. La sua lezione? Giocosa e serena, senza prendersi mai troppo sul serio“.
Roberto Gotta ha esposto a Milano e in giro per la Toscana: a Pitigliano la sua prima mostra maremmana, nello spazio “Le strade bianche” di Marcello Baraghini, e poi il Cortilone di Sorano, la Polveriera Guzman di Orbetello, a Grosseto la Galleria Eventi, la partecipazione alla Città Visibile.

