Da New York alle campagne della Maremma. Per anni il celebre scrittore americano David Leavitt ha vissuto a Montemerano.
Se ne parlerà giovedì 9 giugno, alle 18, al Polo culturale Le Clarisse di Fondazione Grosseto Cultura in occasione del nuovo appuntamento della rassegna “I nuovi protagonisti della Maremma nel Novecento”. a cura del direttore della struttura museale, Mauro Papa, con Stefano Adami, giornalista e scrittore, esperto dell’l’opera di Leavitt, ed Emilio Guariglia, caposervizio della redazione di Grosseto del quotidiano Il Tirreno.
Il biglietto d’ingresso costa 3 euro e comprende la visita al Museo Luzzetti e alla mostra dedicata alle sculture di Tolomeo Faccendi, che chiude domenica. Per informazioni e prenotazioni chiamare il numero 0564.488066 o scrivere a prenotazioni.clarisse@gmail.com. Nell’occasione sarà possibile sottoscrivere o rinnovare la Grosseto Card, la tessera socio di Fondazione Grosseto Cultura.
Il percorso che portò David Leavitt a lasciare gli Stati Uniti cominciò alla fine degli anni Ottanta, quando lo scrittore – nato nel 1961 – decise di lasciare New York travolto dal successo dei primi romanzi. La prima tappa fu Roma, dove allora viveva l’amico Jonathan Safran Foer, autore del celebre “Ogni cosa è illuminata”: Leavitt lo raggiunse negli anni Novanta. Da lì, per amore del suo compagno Mark Mitchell, si spostò in Maremma, nelle campagne di Montemerano, dove visse per anni. Il soggiorno maremmano ha lasciato una traccia importante nella produzione letteraria dello scrittore americano. Con il compagno Mitchell, Leavitt ha scritto nel 1996 “Piaceri italiani” e nel 2001 “In Maremma: life and a house in Southern Tuscany” (tradotto solo in spagnolo, ma non in italiano) che offre un’immagine della Maremma fuori dagli stereotipi. Sempre in Maremma nacque l’ispirazione per un nuovo romanzo, “Il corpo di Jonah Boyd”, che uscirà nel 2004.

