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“Almeno fino a qui”: la raccolta di poesie di Mauro Catani protagonista alla chiesa dei Bigi

di Redazione
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La raccolta di poesie «Almeno fino a qui – Cinquantatré piccole storie» di Mauro Catani è al centro del nuovo appuntamento con gli aperitivi letterari nella chiesa dei Bigi, venerdì 4 marzo, alle 18, una rassegna organizzata dal Polo culturale Le Clarisse di Fondazione Grosseto Cultura in collaborazione con l’associazione Letteratura e dintorni.

Nel corso della presentazione sarà offerta a tutti gli ospiti una degustazione dei vini della Fattoria San Felo e, per chi vorrà, sarà possibile partecipare a una piccola visita guidata alla mostra “Furio Cavallini il Crazy Horse di Bianciardi” (con il catalogo in regalo). Partecipare costa 5 euro, il costo del biglietto d’ingresso al museo; i posti sono limitati e la prenotazione è obbligatoria: chiamare il numero 0564.488066 o scrivere a collezioneluzzetti@gmail.com. Nell’occasione sarà possibile sottoscrivere o rinnovare la Grosseto Card, la tessera socio di Fondazione Grosseto Cultura.

Mauro Catani, 41 anni, è nato a Massa Marittima ed è cresciuto a Follonica. Dopo gli studi superiori si è laureato in Scienze politiche e Relazioni internazionali all’Università di Siena, specializzandosi poi in Management dell’ambiente e della sicurezza per le imprese e gli enti pubblici e in Gestione e amministrazione delle risorse umane. Lavora nel settore della formazione professionale e nel 2011, con Aracne Editrice, ha pubblicato un saggio dal titolo “Lo sviluppo sostenibile e l’Agenda 21 locale: analisi e valutazione di un progetto di democrazia partecipativa”. La scrittura, soprattutto la poesia, è la sua grande passione. “Almeno fino a qui”, pubblicato nel 2021 da 96 Rue de La Fontaine, è la sua prima opera letteraria.

«È una silloge, una raccolta di poesie – spiegano gli organizzatoriche Mauro Catani ha scritto nel corso degli anni, buttate giù di getto in qualche momento particolare della vita: un fatto importante, un dolore, l’esaltazione per un risultato inatteso, il buio della fine di una storia, una riflessione sul passato, un addio, un arrivederci, una grande perdita. Poi le ha messe via, per accorgersi ad un certo punto che, tutte insieme, erano il racconto della sua vita, per tappe e circostanze importanti. Il lettore si trova di fronte a una storia, l’autobiografia in versi dell’autore, che ha affidato i suoi primi 40 anni a 53 piccole storie disposte in ordine cronologico, frammenti del tempo che è passato, come le tessere di un puzzle che, ricomposte, formano un’immagine. Dalla prima, “Diciottomarzo (1981)”, data di nascita dell’autore, al primo giorno di scuola, alla prima delusione, alla morte del padre, alla malattia della madre. Storie che non si fanno ingabbiare all’interno di nessuna definizione. Un atto catartico, un getto di inchiostro che va a vergare fogli di vita, a volte vergini, più spesso sporchi di tutto quello che l’esperienza lascia sulla pelle».

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