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Sicurezza, “Città e Partecipazione”: “Il problema della violenza non è solo di chi governa”

di Redazione
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“‘Città e Partecipazione’ osserva con tristezza, preoccupazione, ma anche stupore il susseguirsi dei fatti di cronaca che riguardano la nostra città ed il dibattito politico che ne segue“.

A dichiararlo, in un comunicato, è Marco Barbetti, membro di “Città e Partecipazione”.

“Tristezza per vedere il salotto buono della città deturpato da questi eventi, grande preoccupazione per il fatto che i nostri giovani corrano pericolo proprio dove i nostri genitori ci consigliavano di stare per evitare zone pericolose, ma stupore per quelli che sono gli interventi politici che nei giorni seguenti si leggono sui giornali – continua la nota -. E’ sicuramente proprio della politica, e delle forze di opposizione soprattutto, attaccare chi governa puntando su eventuali errori e mancanze, ma la nostra associazione ritiene che ci sono argomenti che forse dovrebbero riguardare tutti e non essere competenza solo di chi governa in quel momento. Il disagio giovanile e le violenze che ne seguono ci sembrano bipartisan, se ascoltiamo i telegiornali e leggiamo i quotidiani notiamo che moltissime realtà ne sono coinvolte, grandi città in cui fioriscono iniziative culturali e di intrattenimento non sono esenti da questi problemi e men che meno conta il colore della Giunta che amministra. Un punto ci trova d’accordo: forse maggiori pattuglie, telecamere, controllo esasperato in ogni angolo non bastano, non risolvono il problema”.

“Serve sicuramente altro, è vero, anche perchè le scene in cui vediamo pattuglie della Polizia che tentano di svolgere il proprio compito prese a sassate, o peggio e costrette alla fuga, dimostrano che la loro presenza non è certo un deterrente per determinati individui ed un loro intervento spesso viene analizzato, criticato e qualche volta punito se si pensa che sia andato troppo oltre – sottolinea Barbetti -. Ci pare che, senza andare indietro di tante generazioni, il rispetto della divisa, il rispetto dell’adulto, anche se estraneo, che intervenivano a sedare momenti di tensione adesso sia purtroppo mancante e non abbia più il carattere risolutivo che poteva avere e, quindi, cosa fare? Non spetta all’amministrazione risolvere il problema, spetta a tutti. A tutta la politica innanzitutto, sia maggioranza o sia opposizione con proposte, iniziative e quanto altro sia….Le iniziative non possono però limitarsi ad essere iniziative culturali e di intrattenimento, ma dovrebbero servire ad aiutare un’intera generazione a recuperare valori, fiducia nel futuro, voglia di stare insieme senza alcun abuso e violenza, rispetto per il bene pubblico e le istituzioni. La pandemia c’entra sicuramente, ha danneggiato specialmente i giovani, ma non è sicuramente l’unico motivo di questo estremo disagio“.

“Spetta a tutti darsi da fare, ma alle famiglie in primis perchè sono loro il primo momento in cui il disagio si può limitare, controllare e soprattutto capire ed intervenire. La loro presenza nella vita dei giovani è necessaria e deve rappresentare il porto sicuro dove loro possono rifugiarsi e chiedere aiuto. Le forze dell’ordine? Bene che siano presenti, obbligatorio che facciano i loro interventi senza eccedere, sapendo che non hanno di fronte pericolosi criminali, ma spesso minorenni che si comportano in un certo modo per altri problemi e che hanno sicuramente il tempo di recuperare, Ma che abbiano la serenità di sapere che possono intervenire nel caso debbano e che determinate azioni non verranno immediatamente derubricate a bravata giovanile e che verranno punite del modo giusto. Sicuramente, come ultimo appiglio, la consapevolezza di una dura punizione per comportamenti violenti può rappresentare un ulteriore deterrente – terminano il comunicato -. ‘Città e Partecipazione’ ribadisce l’invito ad ogni rappresentante ed associazione della società civile a collaborare lasciando da parte ogni idea politica e dà la propria disponibilità a collaborare ad iniziative che possano aiutare a risolvere questo problema.

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