Home GrossetoAggressione al pronto soccorso, la Uil: “Serve security all’interno dell’ospedale”

Aggressione al pronto soccorso, la Uil: “Serve security all’interno dell’ospedale”

di Redazione
0 commenti 56 views

“La incresciosa vicenda dell’aggressione ai danni di un’operatrice socio sanitaria avvenuta giovedì 13 gennaio sera all’ospedale Misericordia di Grosseto, malmenata da una coppia che si trovava nel setting Covid del pronto soccorso per un monitoraggio sulle loro condizioni di salute, dove, secondo quanto riportato nei media online, i due aggressori, un uomo e una donna, si erano messi in testa di fare alcune azioni non consentite nel setting Covid e dove, sempre stando a quanto riportato dai media, a seguito del diniego della Oss che era in servizio, gli stessi hanno reagito con graffi, botte e strattonamenti, tanto da richiedere l’intervento delle forze dell’ordine, impone una importante e fondamentale riflessione“.

A dichiararlo, in un comunicato, è Sergio Sacchetti, segretario generale della Uilfpl Toscana Sud Est.

“Una riflessione che deve essere ‘scevra’ da, seppur importantissime, considerazioni di altra natura, come quella della mancanza ‘seriale’ di personale per la quale, tra l’altro, è in atto un confronto ‘serrato’ a livello eegionale, ed in merito alla quale, lo significhiamo con onestà intellettuale, l’Azienda sanitaria toscana Sud Est ha dato, in modo antesignano una seppur non interamente soddisfacente risposta, dato che verranno assunti, a breve, 150 infermieri, nonostante il ‘blocco’ imposto tempo fa dalla Regione Toscana. Detta riflessione deve analizzare il fatto ‘in sé’ e focalizzarlo in tutta la sua drammaticità, al fine di rimuoverne chirurgicamente le cause, adottando tempestivamente e stabilmente le opportune misure necessarie – continua la nota –. E questo, ‘oltre’ al doveroso ed empatico sentimento professionale ed umano rivolto solidarmente all’operatrice socio sanitaria interessata da un simile e, purtroppo, ricorrente, almeno al Misericordia, episodio. La riflessione, parte dall’ovvio assunto che chi lavora in prima linea nel contrasto alla pandemia o di tutte le altre malattie (ovvero al pronto soccorso oppure nelle aree Obi, Covid, ecc., attigue), diventa troppo spesso ‘bersaglio’ inerme di aggressioni verbali e anche fisiche, in un contesto lavorativo sempre più esasperato (Covid-Sars-2, carenza cronica di personale, ecc.). In questi ambienti (pronto soccorso, ecc.) non possono neppure essere prorogate le valenti professionalità infermieristiche, assunte per Covid a tempo determinato e formatesi ‘sul campo’, dato che le modalità assunzionali disposte a suo tempo da Estar Toscana non lo consentono”.

“Con la consueta onestà intellettuale, dobbiamo purtroppo, affermare che queste situazioni (aggressioni ai danni degli operatori sanitari) si verificano da anni, ovvero da ben prima del manifestarsi della Covid-Sars-2. Ci sono delle (ex) operatrici sanitarie purtroppo ‘rovinate’, sia mentalmente che fisicamente, da aggressioni di persone pericolose ed intemperanti, senza che si siano state mai prese dall’Azienda sanitaria adeguate e doverose ed opportune contro misure. Ci auguriamo che questo ennesimo e deprecabile episodio possa essere messo finalmente nella giusta e doverosa luce per individuare le opportune e stabili e modalità risolutive atte ad impedire il verificarsi di simili episodi – prosegue il comunicato -. Tra l’altro, nella stragrande maggioranza dei casi, gli stessi sono dovuti a personaggi ben noti alle forze dell’ordine (ma anche ai servizi sociali), che, alla fine, vedendo la realtà dei fatti, non riescono/non sono messi in grado di incidere più di tanto per garantire la sicurezza degli operatori sanitari. Garantire l’incolumità e la tranquillità di lavoratori e lavoratrici che operano nell’area critica è una sacrosanta aspettativa. I provvedimenti da adottare da parte dell’Azienda sanitaria per garantire la sicurezza in ospedale sono doverosi ed ineludibili, e questo ‘va al di là’ dell’altrettanto doveroso ed ineludibile potenziamento del personale. Serve una vera e propria ‘security’ per la comunità sanitaria che opera al pronto soccorso e nelle aree Oboi, Covid, ecc., attigue, e subito“.

“Riteniamo che qualsiasi cosa possa accadere ‘ex nunc’ a lavoratrici e lavoratori della comunità sanitaria sarà purtroppo imputabile al non tempestivo – termina il comunicatoe risolutivo intervento della Azienda Sanitaria Toscana Sud Est“.

Lascia un commento

* Utilizzando questo form si acconsente al trattamento dati personali secondo norma vigente. Puoi consultare la nostra Privacy Policy a questo indirizzo

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Ti potrebbero interessare

Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy: