Un enorme successo di pubblico e critica ha caratterizzato la mostra dedicata al popolo dei Longobardi che si è svolta al Museo archeologico e d’arte della Maremma a partire dal 29 luglio.
Quasi un dato insperato visto il perseverare dell’emergenza pandemica che ancora limita gli spostamenti e l’afflusso turistico; nonostante questo il 2021 ha fatto registrare un aumento esponenziale degli ingressi al museo, concentrato soprattutto nel periodo della mostra.
Sono infatti arrivate prenotazioni da ogni parte d’Italia, anche grazie al notevole risalto mediatico che la mostra ha avuto, complice un’efficace campagna di promozione sui social e l’interessamento di giornali, televisioni e riviste specializzate, senza contare i numerosi professionisti del settore, le università, i gruppi archeologici, i ricercatori che hanno contribuito a sponsorizzare l’evento.
In questi ultimi giorni di mostra il museo ha poi realizzato numeri sempre crescenti di visitatori, tanto che è stato necessario prevedere aperture straordinarie per soddisfare tutte le richieste che ci sono pervenute.
“Un entusiasmo riscontrabile – dichiarano il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e l’assessore alla cultura Luca Agresti – non solo grazie al dato delle presenze, ma anche attraverso gli apprezzamenti e le recensioni positive che quotidianamente ci arrivano. Avere mostre di questo livello è sicuramente un vanto per la nostra città e la nostra amministrazione.“
“Un unico rammarico – spiega l’assessore Agresti –: quello di non aver potuto prolungare la mostra, alcuni dei reperti ospitati a Grosseto sono infatti destinati ad altre esposizioni imminenti”.
Quindi, non è stato quindi possibile allungare i tempi, fatta eccezione per il 7, l’8 e il 9 gennaio.
Il museo, nell’ultimo weekend lungo, osserverà un orario di apertura straordinario, sia mattutino che pomeridiano, nello specifico dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19, con visite guidate gratuite alle 11 e alle 17 di ogni giorno.
Tanti gli eventi e gli ospiti, avuti durante il periodo di apertura della mostra, che hanno approfondito la storia dei Longobardi, non solo del Ducato di Tuscia, quali il professor Carlo Citter, il professor Marco Valenti, la saggista e storica Elena Percivaldi, la scrittrice Mariangela Galatea Vaglio.
Non sono mancate anche giornate didattiche per adulti e bambini, organizzate in collaborazione con l’associazione La Fara, che hanno ulteriormente permesso di avvicinarsi a questo mondo di chiara influenza germanica, solo in apparenza barbarico e lontano da noi.
Il catalogo è in uscita.
“Sono molto soddisfatta – aggiunge Chiara Valdambrini, curatrice della mostra insieme all’architetto Barbara Fiorini – del riscontro avuto dalla mostra evento dedicata agli antenati che non ti aspetti, sì perché i Longobardi sono stati una scoperta per gran parte dei fruitori dell’esposizione, venuti a curiosare per conoscere la storia di un popolo poco noto. Questo avviene soprattutto nella nostra comunità e nella Maremma toscana, dove c’è più abitudine a sapersi eredi di Etruschi o Romani”.

