“Questa amministrazione è stata dotata di un ufficio Europa e sicuramente tutti gli euro, pochi o tanti, che gli addetti ai lavori sono stati capaci di convogliare nel Comune dall’Europa, facendo piacere all’opera del sindaco dei selfie, non significano nulla, visto che al primo ordine del capo politico questa amministrazione non ha esitato ad ammainare la bandiera dell’Unione Europea in diretta streaming”.
A dichiararlo è Stefano Rosini, candidato del Partito democratico al Consiglio comunale di Grosseto.
“La valenza e l’efficienza dell’Ufficio Europa è invece quantomai necessaria – spiega Rosini -. L’Europa ha avuto, ha oggi e avrà domani un grande ruolo sul nostro territorio. Certo è che se si sminuisce il ruolo di un ufficio così importante, o lo si usa come specchietto per le allodole, non sarà mai incisivo, né mai considerato realmente importante per una amministrazione. Propongo quindi di guardare al ‘Modello Modena’. Una città che col suo ufficio dedicato all’Europa, con il quale ho avuto recenti contatti, ha fatto da modello per gli uffici europei di tutta Italia, e che riesce a convogliare alla propria amministrazione milioni di euro aggiudicandosi diversi bandi e quindi relativi fondi. Certo non è un’opera che si fa in due mesi. Dobbiamo metterci in testa di sviluppare il cosiddetto ‘Pensiero cattedrale’. Salvo catastrofi, il Comune sopravvivrà a tutti quanti noi, che siamo chiamati ad amministrarlo per il tempo che ci è concesso, ma guardando al futuro. Mettendo un mattone sopra a chi lo ha messo ieri, permettendo a chi verrà domani di metterci il suo al meglio, appunto come si costruisce una cattedrale, che spesso impiega anche centinaia di anni per il suo completamento. Ma che risultato poi però. A Modena hanno iniziato con 3 unità di personale, adesso sono circa 9 e lavorano a tempo pieno sui bandi, in gara con tutta Europa per aggiudicarseli“.
“Credo che Grosseto meriti di più, che l’Ufficio Europa possa essere fatto lavorare in condizioni migliori e che possa crescere, assieme al nostro Comune, guardando ad un futuro che sia il più condiviso e condivisibile possibile. Parlare di fondi europei potrebbe significare rivalutare i nostri quartieri, generare innovazione anche nel centro storico, ingigantire la portata dei nostri centri archeologici, rilanciare turismo e agricoltura assieme al distretto rurale che potrebbe fare della Maremma un parco alimentare a cielo aperto – termina Rosini -. E sono solo alcuni esempi“.

