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Il rally che era andato in scena nel corso del mese di luglio aveva portato una sola conseguenza, ovvero l’aumento dei prezzi del petrolio, che si erano riallineati ai picchi massimi che sono stati toccati nel corso degli ultimi tre anni. Il rialzo complessivo si è aggirato intorno al 50%.
La situazione è in evoluzione e rimarrà instabile ancora per un po’
Adesso, però, la situazione è radicalmente cambiata e quel rally sembra essere spento, a tal punto che la quotazione petrolio sta progressivamente calando. Il motivo principale di tale involuzione è da ricercare sempre di più nella preoccupazione che possano essere imposti dei nuovi lockdown e delle nuove limitazioni. Tutto, come si può facilmente intuire, è ancora una volta legato all’emergenza pandemica, con i contagi che stanno risalendo in Cina e le restrizioni anti-Covid che si fanno man mano sempre più intense. Ed ecco spiegato il motivo per cui il rally del petrolio sta riprendendo a perdere quota, visto che si tratta del Paese importante più importante in tutto il globo.
In seguito alle vendite piuttosto complicate fatte registrare nel corso degli ultimi giorni, il greggio e i future sul Brent tendono ad andare ancora in difficoltà. Per questo motivo, tutti coloro che sono soliti investire sulle quotazioni dell’oro nero, si stanno chiedendo di continuo in che modo si evolveranno i prezzi nel corso delle prossime settimane.
Gli analisti, qualche tempo fa, avevano sottolineato come il rialzo fatto registrare dal prezzo del petrolio nel corso del primo semestre fosse dovuto a una vera e propria combinazione di fattori, tra cui la diffusione sempre maggiore dei vaccini, il progressivo allentamento delle diverse restrizioni e i vari tagli importanti applicazioni sulla produzione. Non solo, dal momento che i prezzi sono stati supportati anche dal fatto che le tre più importanti agenzie di previsione a livello planetario, ovvero Opec, U.S. Energy Information Administration e International Agency prevedono che la domanda di greggio possa tornare ad aumentare nel corso della seconda parte dell’anno.
L’analisi tecnica che ha ad oggetto Wti e Brent
In base a quanto è stato riportato da parte degli analisti di Mps Capital Services, il grafico su base giornaliera del Brent sta entrando in quella che viene chiamata area di ipercomprato. Il grafico su base settimanale, invece, comincia a mettere in evidenza una leggera perdita in termini di “momentum”.
Dal punto di vista degli speculatori, in base a quanto è stato riportato da parte del team di analisti di Mps Capital Services, i dati che riguardano la Cftc mettono in evidenza un importante aumento che si riferisce alle posizioni nette lunghe sul Brent.
Spostando il mirino sul Wti, invece, diversi gruppi di analisti hanno messo in evidenza come, nel corso degli ultimi tempi, è in atto una sorta di consolidamento al di sopra della zona dei 70 dollari. Tutto questo porterebbe a pensare come ci potrebbe essere a breve un altro test di area a 76,4 dollari, che si può considerare il livello massimo toccato dal mese di settembre di tre anni fa ad oggi.
Insomma, è abbastanza facile intuire come per la quotazione relativa all’oro nero, il destino, sul breve periodo, sia certamente quello di rimanere completamente entro i confini dell’instabilità, almeno fino al momento in cui non faranno capolino nuovi dati, che porteranno a confermare, o meno, il proseguimento della ripresa economica dopo l’emergenza pandemica.
Tra il mese di agosto e quello di settembre la domanda petrolifera mondiale è destinata a calare ancora. Ecco spiegato il motivo per cui Goldman Sachs ha proporzionalmente diminuito la sua stima in relazione al deficit di petrolio globale passando da 2,3 milioni di barili a 1 un milione di barili al giorno.

