Attesa, voluta, e ora nel vivo, l’estate 2021 è l’occasione per allentare molte tensioni. Ma la pandemia ha lasciato importanti strascichi psicologici nei grossetani. E ha aggiunto un carico da novanta su molte altre situazioni di ansia, stress e difficoltà personali, al punto che due su tre (64%) guardano oltre e pensano che potrebbe essere utile rivolgersi a uno psicologo o psicoterapeuta per migliorare la condizione mentale e gestire certe situazioni complesse.
Lo evidenzia l’ultima ricerca dell’Osservatorio Reale Mutua sul welfare.
È l’ansia la prima ragione che porterebbe gli abitanti di Grosseto dallo psicologo (29%), condizione in questo momento prioritaria rispetto a tutto il resto. Tra le altre esigenze, gli aspetti caratteriali e della personalità (18%), i problemi di coppia (11%), le situazioni di difficoltà per la salute dei propri cari (11%) e le dinamiche legate all’attività lavorativa (7%).
Ma non è facile riconoscere di avere un bisogno di questo tipo, nè lo è parlare di sè e aprirsi su certi argomenti: per molti, insomma, lo psicologo resta ancora un tabù. Questione, ammettono gli stessi grossetani, di imbarazzo (36%), ma anche di poca sensibilità al tema (21%) e una certa tendenza a sottovalutare l’importanza della sfera mentale nella propria vita (21%).
Con l’aumentare dei bisogni, però, cresce anche la sensibilità a questi temi. Ben uno su tre (32%) vorrebbe che fosse il datore di lavoro a mettere a disposizione lo psicologo come forma di welfare aziendale. Se è necessario un cambio culturale (18%) che aumenti ancora di più l’attenzione verso gli aspetti della vita mentale, molti vorrebbero anche una maggiore presenza di psicologi e psicoterapeuti in ospedali, cliniche e ambulatori (21%).
E c’è chi pensa che persino la tecnologia possa aiutare a superare certe barriere e incentivare il ricorso a questi professionisti grazie ai servizi di videoconsulto (25%), che si possono fare comodamente da remoto.
Ma in un caso o nell’altro, anche il portafoglio vuole la sua parte: per un grossetano su due è fondamentale poter contenere i costi della prestazione (50%), seguono la relazione che si instaura con il professionista (39%) e la possibilità di ridurre i tempi di attesa (11%).
“La crescente attenzione al benessere mentale è un aspetto molto importante per la vita privata, sociale e lavorativa di ciascuno, e un trend probabilmente destinato ad aumentare ancora nel prossimo futuro – commenta Michele Quaglia, direttore commerciale e brand di gruppo -. A questa domanda è importante rispondere in modo adeguato. Per questo, nelle nostre soluzioni di welfare la possibilità di rivolgersi a uno psicologo per meglio gestire le più diverse situazioni è una componente assolutamente centrale. E in questo senso, di recente abbiamo lanciato una gamma di servizi salute flessibili e d’avanguardia che fa perno sul digitale e la tecnologia e dove il consulto psicologico completa una suite di soluzioni per molteplici casistiche legate alla propria salute e benessere, dalla consulenza medica telefonica di base ai videoconsulti specialistici a tanti altri servizi”.
*Indagine Cawi condotta dall’istituto di ricerca Nextplora su un campione rappresentativo della popolazione italiana per quote d’età, genere ed area geografica.
Fondata a Torino nel 1828, la Società Reale Mutua di Assicurazioni è la più importante compagnia di assicurazioni italiana in forma di mutua. È capofila di Reale Group, un gruppo internazionale nel quale operano oltre 3.700 dipendenti per tutelare oltre 4,6 milioni di clienti in campo assicurativo, bancario e dei servizi. Reale Mutua offre una gamma molto ampia di prodotti, sia nei rami “Danni” sia nei rami “Vita”. I suoi soci/assicurati sono più di 1,4 milioni, facenti capo a 356 agenzie presenti su tutto il territorio italiano. La società evidenzia un’elevata solidità, testimoniata da un Indice di solvibilità (Solvency II), calcolato con il Modello interno parziale, che si attesta al 388,3%.

