“Tra le meraviglie meno conosciute del nostro bellissimo borgo, spicca questo enorme stupendo glicine (nella foto, ndr)”.
A dichiararlo, in un post sulla sua pagina Facebook, è la Pro Loco di Montemerano.
“Sorge in tutta la sua quasi secolare imponenza a fianco della ‘buca’, la piccola apertura che nell’800 fu praticata nelle mura medievali dagli agricoltori per raggiungere più facilmente i campi – continua il post -. I suoi rami si estendono per decine di metri lungo gli antichi muri e in primavera la sua fioritura offre uno spettacolo di rara e commovente bellezza. Anche questa pianta costituisce un patrimonio da salvaguardare e da curare, come lo sono le opere d’arte custodite nella chiesa di San Giorgio e tutto il complesso dell’intatta struttura urbanistica medievale di Montemerano”.
“Ma su questa maestosa pianta esiste anche una storia molto particolare. Nel paese si dice che sia stata piantata dalla proprietaria della casa a cui è addossata in occasione del referendum istituzionale del 2 giugno 1946. L’intenzione era quella di festeggiare la vittoria della Repubblica e, insieme, la prima volta in cui il suffragio universale per una consultazione nazionale fu esteso alle donne – termina il post –. Teniamoci caro questo albero, quindi, perchè, vera o meno che sia la storia, ci parla in un colpo solo di antifascismo, di emancipazione della donna e di difesa dell’ambiente”.

