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Il cavo displayport è sostanzialmente uno standard di interfaccia video digitale che ha cominciato a diffondersi nei primi mesi del 2008 e, dopo circa dodici anni, tutt’oggi viene ancora utilizzato. Dal lontano 2008 ovviamente il prodotto in questione ha avuto dei costanti miglioramenti che di fatto lo hanno reso un prodotto super efficiente, sia per professionisti che non.
Cosa sono i cavi displayport e come funzionano
In molti considerano l’interfaccia displayport come l’assoluta rivale dell’hdmi, altra tecnologia estremamente diffusa ed utilizzata. Così come l’interfaccia displayport, anche l’hdmi permette di trasportare segnali audio e video da un dispositivo ad un altro mediante un apposito cavetto. Entrambe le tecnologie citate inoltre utilizzano un sistema di protezione dei dati a prova di pirateria, quello utilizzata dal sistema displayport si chiama DPCP ovvero displayport Content Protectiont. Dal punto di vista meramente strutturale, i cavi displayport sono sottili e leggermente allungati con una forma rettangolare con un angolo tagliato (diversamente dai cavetti hdmi, i quali sono caratterizzati da una forma trapezoidale). Tuttavia, è bene precisare che la versione displayport “mini” ha un look leggermente diverso rispetto a quella tradizionale, i connettori infatti sono molto più piccoli ed hanno una forma trapezoidale.
Versione dual mode
Nel mercato si sta diffondendo rapidamente anche la particolare versione dual mode displayport, essa riesce ad emettere direttamente segnali di tipo hdmi mediante l’utilizzo di un adattatore passivo che adatta il connettore e le tensioni. Quando un circuito dual mode riconosce che è stato connesso ad un adattatore passivo (Dvi o hdmi), riesce a commutare nella modalità Dvi/hdmi. Le porte compatibili per questa versione sono solamente quelle con la dicitura DP++, è bene precisare però che ormai quasi tutte le schede grafiche con uscita Displayport supportano questa particolare modalità.
Le diverse versioni del displayport: 1, 1.1a
Una delle primissime versioni di questa particolare tecnologia è la versione 1.1, caratterizzata per la capacità di supportare l’HDCP, ovvero tutti quei meccanismi di protezione che allora competevano all’hdmi. Inoltre questa versione era utilizzabile per la prima volta con i cavi in fibra ottica e non più con i cavi di rame, il che ha significato anche garantire maggiori distanze tra la sorgente e schermo senza degrado dell’immagine.
Versione 1.2, 1.2a
Tale versione è stata definitivamente approvata nel 2009, ciò che la contraddistingue è il raddoppio della banda dati che garantisce la possibilità di raggiungere una definizione maggiore della qualità dell’immagine. Tuttavia, è necessario menzionare anche il supporto al 3d stereoscopico, funzione che garantisce una migliore percezione dell’audio nell’ambiente dove viene riprodotto, inclusione del connettore mini displayport di casa Apple, leggermente più compatto ed adatto anche ai computer portatili e dispositivi di piccole dimensioni. Ovviamente questo sviluppo ha permesso a tale tecnologia di diffondersi con maggiore rapidità in quanto ha aperto la strada a nuove possibilità di utilizzo della stessa.
Versione 1.3
La versione 1.3 del displayport è stata ufficialmente pubblicata nel 2014. Non sono notevoli gli aggiornamenti apportati, quello più importante è sicuramente l’up grade del supporto dual mode ad HDMI 2.0, il che ha permesso di raggiungere una ampiezza di banda notevole (14,4 Giga bite per secondo e un pixel block di 600 MHz.
Versione 1.4
Anche la versione 1.4 non ha introdotto particolari novità, anche se sono state migliorate notevolmente le risoluzioni: fino a 7680 x 4320 (ovvero 8k) a 60 Hz, 5k a 120 Hz e 4k a 240 Hz.
Versione 2.0
L’ultima versione del displayport è quella 2.0, essa supporta una ampiezza di banda ancora più elevata (fino a 77,4 giga bite per secondo) e la tanto attesa risoluzione a 16 k (ovvero 15360×8460 pixel) con la tecnologia HDR a 60 hz con compressione DCS a 10k.

