“Assieme ad altre signore, facciamo parte del gruppo le ‘Sartine di Capalbio’, che si sono attivate sul territorio per realizzare mascherine cucite a mano fin dalle prime notizie sulla necessità di queste protezioni e sulla scarsa reperibilità sul nostro territorio“.
A dichiararlo è Barbara Salani.
“Il tutto non sarebbe stato possibile senza il coordinamento della Racchetta di Capalbio, che consegna alle nostre porte materiale necessario e prende le mascherine fatte il giorno prima, ma un’importante menzione va fatta alla signora Vinia, sempre della Racchetta, che coordina il gruppo WhatsApp delle sartine, incoraggia, sostiene, segna e smista il materiale necessario per ognuna di noi, dalle macchine per cucire messe a disposizione, alla fettuccua, alla stoffa, ai fili, ecc…- continua Barbara Salani – La distribuzione è sempre grazie a loro alla Racchetta, nel comune di Capalbio, e non solo, allargandosi fino ad Orbetello…Il lavoro e la distribuzione su Orbetello si è alleggerita dopo che, seguendo il mostro esempio, altre signore residenti in loco si sono attivate per cucire mascherine. Adesso sembra che il nostro lavoro si possa dire concluso, vista la notizia dell’importante numero di mascherine che verranno distribuite ad ogni cittadino. Il nostro gruppo è comunque unito e pronto a collaborare qualora ce ne fosse necessità (sperando il contrario per una fine a breve della pandemia)“.
Nella foto in basso il disegno di Maddalena, che è diventato la bandiera delle sartine, ripreso a Sorano per sensibilizzare, messo come copertina Facebook da alcuni operatori della Racchetta, usato come slogan di sensibilizzazione per far aderire altre signore al gruppo “Sartine di Capalbio” e non solo.
Maddalena ha 11 anni, è figlia di una sartina e ha comunque aiutato nella realizzazione delle mascherine: ha tagliato la stoffa, non potendo cucire, ha realizzato fiocchetti per le mascherine dedicate alle bambine.
“Così se le devono mettere, lo fanno più volentieri…“, ha dichiarato.


