Home GrossetoReferendum, nasce il ‘Comitato per il no’:”Siamo contrari al furto della democrazia”

Referendum, nasce il ‘Comitato per il no’:”Siamo contrari al furto della democrazia”

di Redazione
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No al furto della democrazia: ancora una volta in difesa della Costituzione“.

A dichiararlo è Ivana Amarugi, del Forum cittadini del mondo.

Si costituisce anche a Grosseto il ‘Comitato per il no’ al referendum costituzionale relativo alla riduzione del numero dei parlamentari“, continua Amarugi.

Martedì 3 marzo, alle 17.30, al circolo Arci Khorakhanè in via Ugo Bassi a Grosseto, si terrà l’assemblea pubblica costitutiva.

La relazione introduttiva sarà di Alfonso Gianni (vicepresidente nazionale per il ‘No’ al taglio dei parlamentari). Tra i punti all’ordine del giorno, l’elezione del portavoce e l’individuazione del gruppo di lavoro per la campagna referendaria

“Nell’ottobre del 2019 è stata approvata in via definitiva la legge di revisione Costituzionale dal titolo ‘Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari’, che ha ridotto il numero dei parlamentari da 945 a 600 (alla Camera dei Deputati da 630 a 400, al Senato della Repubblica da 315 a 200) – si legge in un comunicato del Forum cittadini del mondo – La riduzione del numero dei parlamentari è stata presentata come una misura correlata all’esigenza di un contenimento della spesa per il funzionamento delle nostre istituzioni. In realtà da un lato si tratta di una modesta riduzione di spesa, dall’altro, purtroppo, si tratta di un vero e proprio ‘taglio’ alla democrazia, ed in particolare alla relazione tra rappresentanti ed elettori, con conseguenze particolarmente gravi, soprattutto al Senato, nelle regioni con minor numero di abitanti”.

“Contro questa ennesima e negativa modifica della Costituzione sono state raccolte le firme per sottoporre a referendum costituzionale la riduzione del numero dei parlamentari (ex art.138 comma 2) – continua la nota -. Queste in sintesi, unitamente a molti altri motivi, le ragioni per cui al referendum del 29 marzo voteremo convintamente ‘no’:

  • voteremo ‘No’ perché i costi della politica possono essere ridotti col taglio degli stipendi e dei privilegi senza intaccare la rappresentanza e tagliare il Parlamento;
  • voteremo ‘No’ perché non ci sarà alcuna semplificazione, ma anzi con commissioni di poche decine di componenti le decisioni e i dibattiti parlamentari saranno presi da pochissimi per tantissimi cittadini;
  • voteremo ‘No’ perché riscontriamo in questa deforma costituzionale il serio pericolo di deriva autoritaria all’insegna di una democrazia deformata sull’impronta di decisioni prese dall’alto dai capi partito e tagliando fuori le minoranze territoriali;
  • voteremo ‘No’ perché a un’istituzione come il Parlamento ci crediamo davvero, poiché è su di essa che si fonda la nostra Repubblica democratica;
  • voteremo ‘No’ perché intere regioni saranno tagliate fuori dal dibattito parlamentare;
  • voteremo ‘No’ perché le commissioni parlamentari saranno ridotte a una decina di parlamentari che decideranno sulla nostra vita;
  • voteremo ‘No’ perché tagliare il Parlamento non significa avere un Parlamento migliore, più veloce o più onesto;
  • voteremo ‘No’ perché crediamo nella necessità di un’ampia rappresentanza dei cittadini e dei territori, tanto al senato quanto alla Camera, perché pensiamo che la democrazia non sia mai un costo inutile, ma anzi un valore da difendere».

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