“Sul trasporto pubblico locale, con il Consiglio di Stato che ha recentemente confermato per ora unicamente la correttezza della procedura utilizzata dalla Regione Toscana per l’aggiudicazione della gara ad Autolinee Toscane, il futuro risulta ancora drammaticamente incerto: si tratta di un passaggio molto complesso, che interessa personale, utenti, immobili e mezzi, già avviato, pur in attesa dell’esito del nuovo ricorso che è oggi pendente al Tar, che dovrà esaminare il merito del provvedimento di assegnazione della concessione dei servizi di trasporto pubblico locale dell’intero bacino della Toscana ai francesi”.
A dichiararlo è il sindaco di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna.
“Come Comune di Grosseto, il rapporto che abbiamo con il gestore uscente è stato, fin da subito, di assoluta trasparenza e di efficace collaborazione – spiega il sindaco –: Tiemme ha sempre risposto prontamente a tutte le richieste di miglioramento e ammodernamento del servizio e, oggi, in molti casi possiamo dire di essere all’avanguardia in Italia, ad esempio nei metodi di pagamento con sistemi tecnologici di ultima generazione. Dall’altra parte, Autolinee Toscane ha voluto presentare a tutti i sindaci toscani le innovazioni e gli investimenti che intende fare, con una lettera programmatica che, seppur interessante, al momento è solo una lodevole dichiarazione di intenti. Ricordo, infatti, che l’offerta tecnica migliore proveniva da Mobit, che confermava il totale dei dipendenti in organico, mentre Autolinee Toscane ha vinto con l’offerta economica nella quale, però, individua ben 156 ‘uscite volontarie’, così definite“.
“Come sindaco, sono naturalmente portato ad applicare la legge e ad adeguarmi alla giurisprudenza: per questo è opportuno registrare la recente sentenza del Consiglio di Stato e attendere i prossimi sviluppi con la sentenza del Tar che arriverà a fine febbraio 2020 – termina Vivarelli Colonna -. Per quel che ci riguarda, ci adopereremo per garantire la qualità del servizio anche in zone variegate e a bassa antropizzazione, come è il territorio della Maremma e dell’Amiata, caratterizzato da un’utenza che in maggioranza è proveniente da categorie fragili. Infine, ci preoccupa non poco il fatto che il cambiamento di gestore potrebbe esporre i Comuni a un aumento degli investimenti difficili da sostenere per Enti, già fortemente ridimensionati nella propria capacità di spesa“.

