Giovedì 12 dicembre, alle 17, alla biblioteca comunale “Antonio Gamberi” di Roccastrada, si terrà la presentazione del libro “La casa di gesso“, edito dalla casa editrice Colibrì di Follonica, a cura di Gianfranco Filippini.
Assieme a lui il sindaco di Roccastrada Francesco Limatola, il segretario dello Spi-Cgil, il sindacato dei pensionati, Lorenzo Centenari, e a coordinare l’iniziativa il giornalista e scrittore Silvano Polvani.
Con “La casa di gesso” Gianfranco Filippini ci consegna un affresco storico, politico e sociale che si dipana dalla fine dell’Ottocento sino alla metà del Novecento. Lo fa con discrezione, con pennellate sobrie, ma concrete, dove la semplicità non appare leggerezza.
Filippini non si autocompiace del proprio lavoro, consapevole di raccontare una storia comune, umile, propria della gente di quell’epoca.
Stasio, il nonno, è al centro della sua cronaca narrativa, attorno a lui ruotano gli avvenimenti che Gianfranco consegna con garbo, in una memoria che non solo è utile, ma necessaria.
Un racconto, che attraverso il “meo”, l’autore vuole riflettere sulle condizioni sociali di allora in una comparazione sui nostri tempi.
Eccoci allora all’inizio del Novecento, dove un giovane Stasio prende fiducia dalla nascita della Camera del Lavoro, nel 1896, a Massa Marittima, della Federazione dei minatori sei anni dopo, nel 1902, che appaiono ai suoi occhi come il momento del riscatto.
Mettere insieme quella gente isolata, dispersa, alla mercè di padroni che ti obbligavano a lavorare dieci-dodici ore al giorno e quando ti facevi male ti buttavano via, era stata sicuramente un’impresa. Ma prima che tutto questo si affermasse, c’erano voluti tempo, fatica, sacrificio.
Gianfranco Filippini, oggi pensionato, è stato segretario generale della Cgil di Grosseto dal 1974 al 1983. Già autore di “C’era una volta, alla stazione di Roccastrada”, edito da “Liberetà” (2009), dove si delinea, attraverso piccole storie, la parabola del tempo che scorre e modifica i luoghi e le persone; è inoltre autore de “La stazione grande”, edito da “Effigi” (2016), dove si descrivono le vicende attraverso le quali, nella realtà grossetana, maturarono le convinzioni sul valore dell’unità, dell’agire unitario del sindacato.

