“La Regione Toscana è diventata un caso nazionale. Oggi, infatti, approderà in consiglio regionale la così detta ‘Legge salva-clandestini’“.
A dichiararlo è Fabrizio Rossi, portavoce provinciale di Fratelli d’Italia.
“Così facendo – afferma il portavoce di Fratelli d’Italia – saremo quindi gli unici in Italia a sostenere degli immigranti irregolari in attesa di rimpatrio e tutto questo con i soldi dei contribuenti toscani. Invece di aiutare i nostri cittadini in stato di difficoltà, la rossa Regione Toscana offrirà a questi clandestini cure, dimora e cibo”.
“Assieme al nostro consigliere regionale Paolo Marcheschi – continua Fabrizio Rossi -, abbiamo allertato i nostri parlamentari toscani di Fratelli d’Italia, Donzelli, Zucconi, La Pietra e Totaro, affinché, con un documento, si facciano promotori e chiedano al Governo l’impugnazione della validità di questa legge regionale davanti alla Corte costituzionale, per conflitti di competenza e d’illegittimità costituzionale“.
“Come al solito, la Regione Toscana, con questa ‘forzatura politica’ che segue la linea della ‘disobbedienza’ cosi gradita al Pd e al governatore Enrico Rossi, che, con questi patetici tentativi, insiste nella linea di far parlare di sé per essere visibile in ambito nazionale. Questa forzatura giuridica è talmente palese – afferma il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Paolo Marcheschi – che anche la scheda del settore legale del Consiglio regionale la mette nero su bianco“.
“Sul piatto – commenta con forza Fabrizio Rossi – ci sono 4 milioni di euro che saranno spesi per gli immigrati che sono entrati in Toscana senza fuggire da guerre, carestie o persecuzioni, quando invece potrebbero essere destinati ai molti cittadini toscani che si trovano in sofferenza perché non riescono ad accedere anche ai quei minimi servizi di assistenza medica e sociale“.
“Mi unisco all’appello del nostro consigliere regionale Paolo Marcheschi, che oggi in Consiglio regionale contrasterà con tutti i mezzi l’approvazione di questa legge, e nel contempo solleciterò i nostri deputati e senatori a contrastare il provvedimento anche a livello nazionale – termina Rossi –, sollecitando il Governo italiano a impugnare questa legge regionale davanti alla Consulta”.

