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Microappalti nei Comuni, già disponibili i fondi

di Tommaso Pondini
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I 400 milioni della legge di bilancio previsti per le piccole opere per la messa in sicurezza di scuole, uffici pubblici e strade sono realtà. Un fatto che ha dell’incredibile nel Paese in cui dall’ottenimento dei fondi all’apertura dei cantieri passano solitamente anni. Lo riporta oggi Il Sole 24 Ore e lo conferma a GrossetoNotizie Rosamaria Berloco, avvocato amministrativista co-fondatrice dello studio legale Legal Team. Specializzata in contratti pubblici, trasporti e mobilità, collabora con un’importante realtà maremmana in ambito edile:

“Dei circa 366 milioni previsti – spiega -, 135 sono già stati erogati e grazie alla proroga prevista dal DL Crescita si arriverà in breve tempo all’impiego del 100% delle risorse. In autunno toccherà poi a alle opere per il risparmio energetico e mobilità sostenibile con 500 milioni stanziati. L’importante è che i cantieri vengano avviati entro fine ottobre così da non perdere i contributi. Nell’affiancare molte delle aziende che seguo su questo fronte, la prima domanda che mi viene posta riguarda proprio il significato da dare alle norme, uno dei temi più spinosi quando si discute di opere pubbliche infatti è l’incertezza e la poca chiarezza delle norme, è fondamentale saperle interpretare tenendo presenti i principi, anche comunitari, che governano questa materia.”

Già dieci giorni dopo la manovra il Viminale ha messo a disposizione le risorse a favore dei Comuni sorprendendo tutti:

E’ vero, i tempi sono stati rapidi e molti studi legali come il nostro hanno da subito cominciato a studiare la portata delle novità introdotte dal DL. Un tema in cui cerco di fare chiarezza anche nel mio ‘Le riserve nell’ambito dei lavori pubblici’, che ho recentemente pubblicato per l’editore Grafil: un volume che aiuta le imprese a districarsi nel complesso mondo degli appalti.”

I problemi con cui le aziende si confrontano più spesso?

“Talvolta le imprese, all’avvio dei lavori, constatano come l’area interessata non sia disponibile o che il progetto fornito dall’ente locale non sia cantierabile. Nel frattempo le risorse vengono bloccate, ma l’azienda è comunque costretta ad anticipare alcune spese come quelle per i mezzi di lavoro o per i dipendenti impiegati nel cantiere, da qui nascono contenziosi che rallentano le esecuzioni delle opere pubbliche.”

Dopo l’assegnazione di un appalto in genere sono necessari due-otto anni.

“I numeri di oggi sono infatti incoraggianti. Questa estate cercheremo di seguire gli sviluppi nelle nostre pagine social e in particolare nel podcast ‘Appalti al volo’, che il nostro studio rende disponibile sulle principali piattaforme. E’ un tema complesso, ma importante per l’economia: un piano che mette in sicurezza il patrimonio pubblico, prevedendo poi una manutenzione regolare, rappresenta un fattore di crescita per tutto il Paese.”

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