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“Trump non è una fiction”: il libro sulle serie tv presentato a QB

di Redazione
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Un viaggio nelle serie tv per raccontare la nuova America è quello proposto dal libro “Trump non è una fiction. La nuova America raccontata attraverso le serie televisive” di Anna Camaiti Hostert (edizioni Mimesis), che sarà presentato venerdì 24 maggio, alle 18.30, alla libreria QB Viaggi di carta (in piazza Pacciardi 1) di Grosseto. L’autrice ne parlerà insieme al giornalista Flavio Fusi.

A partire dalla profonda trasformazione del modo di fare televisione registrato dalla fine degli anni ’90, questo saggio prende in esame le più significative serie televisive americane degli ultimi anni. Culmine del cambiamento è il tragico attentato del 2001 alle Torri Gemelle, unico episodio di aggressione del suolo americano.

A una semplificazione del mondo, ridotto a scontro di civiltà, si è contrapposta una maggiore complessità dei personaggi delle fiction che acquistano uno spessore tragico mai avuto in precedenza, diventando manifestazione di contraddizioni sociali ed economiche che aprono lo spazio alla formazione di nuove identità.

Con la crisi del 2008 e durante la presidenza Obama, gli Stati Uniti hanno paradossalmente fatto riemergere i fantasmi del razzismo e hanno inasprito le differenze di classe. Proprio queste contraddizioni, unica vera anima sussumibile dell’America, hanno portato all’elezione di Donald Trump. Gli eroi delle serie prese in esame rivelano elementi che si credevano superati, creando da un lato, in direzione centripeta, una dolorosa coscienza della “banalità del male” e dall’altro, in direzione centrifuga, aspettative di recupero di una grandezza e superiorità anche razziale che sembrano coagularsi nello slogan elettorale di Trump “Make America great again”.

Con Trump, infatti, si chiude un ciclo storico che infrange in maniera irreversibile il primato del politically correct e si apre la strada ai populismi di ogni genere, ma anche a soluzioni inaspettate e imprevedibili. Il sentire dell’intero paese, da nord a sud, subisce una profonda trasformazione che le serie prese in esame, proprio per la loro differenziazione geografica, mettono in evidenza.

Anna Camaiti Hostert, vive tra l’Italia e gli Stati Uniti da più di trent’anni. È stata docente di filosofia e visual studies e ha insegnato nelle università di Roma, Chicago e Los Angeles. Ha collaborato con diverse testate giornalistiche italiane ed è attualmente editorialista del webmagazine “Succedeoggi”. È tra le fondatrici della rivista “Ágalma”. Tra le sue pubblicazioni “Passing. Dissolvere le identità, superare le differenze” (tradotto negli Stati Uniti), “Sentire il cinema”, “Metix. Cinema globale e cultura visuale”. Ha inoltre curato, assieme a Anthony J. Tamburri, il volume “Scene italoamericane. Rappresentazioni cinematografiche degli italiani d’America”, pubblicato anche negli Stati Uniti.

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