Un protocollo di intesa per dare il via alla realizzazione di un centro residenziale, semiresidenziale e di comunità nell’Amiata grossetana. Lo hanno sottoscritto qualche giorno fa Comune di Santa Fiora, Coeso Società della Salute e Azienda Usl Toscana sud est.
“Con questo protocollo colmiamo una carenza di strutture sanitarie sull’amiata, come laboratori o centri per la disabilità mentale e fisica – spiega il sindaco di Santa Fiora, Federico Balocchi -. Grazie a questo accordo diamo una risposta efficace per le persone fragili attraverso la realizzazione di strutture diurne. Ora dobbiamo valutarne la collocazione più idonea, magari attraverso la riconversione di edifici che al momento sono in stato di abbandono. Con questo protocollo si realizza uno dei sogni del mio mandato da sindaco”.
L’accordo sottoscritto, infatti, ha l’obiettivo di arrivare alla realizzazione di una struttura dove troveranno “casa” centri diurni per persone disabili, in carico alla salute mentale, anziane, laboratori, dove si possano svolgere attività di socializzazione, e soluzioni abitative per persone assistite dai servizi: all’interno della nuova struttura sarà collocata anche la casa famiglia per pazienti in carica alla salute mentale, servizio al momento ospitato nella struttura “La faggia”.
Le prestazioni erogate nel nuovo centro saranno rivolte a tutta la popolazione della zona amiatina, non solo ai residenti nel comune di Santa Fiora.
“Come Società della Salute abbiamo accolto con entusiasmo questo progetto – sottolinea Giacomo Termine, presidente di Coeso Società della Salute – e con senso di gratitudine nei confronti del sindaco Balocchi. Il nostro obiettivo è quello di implementare i servizi per gli utenti fragili, dato che sul nostro territorio c’è una carenza di strutture”.
“Questa struttura – aggiunge Fabrizio Boldrini, direttore del Coeso Società della salute – si inserisce nel complesso dei servizi intermedi per la popolazione. L’idea è quella di creare un luogo dove si potranno intessere relazioni. Sull’Amiata esiste già una residenza in cui vivono dieci persone a lunga degenza, ma è una struttura isolata. C’è bisogno di un edificio più adeguato, che possa far interagire i degenti con la comunità e che sia dotato di palestre per l’attività fisica e di laboratori per attività socializzanti”.
Secondo l’accordo, il Comune di Santa Fiora si occuperà di individuare una struttura idonea ed effettuare i lavori necessari per il suo adeguamento, mentre il Coeso avrà il compito di seguire la progettazione. L’Azienda sanitaria, si occuperà della realizzazione dei progetti legati alle attività della casa famiglia, dei centri diurni e dei laboratori.
“Si tratta di un progetto – aggiunge Antonio D’Urso, direttore generale dell’Azienda Usl Toscana sud est – che permetterà di integrare ancora meglio i servizi sanitari e quelli a carattere sociale, attraverso il lavoro multidisciplinare e multiprofessionale del personale qualificato”.
D’Urso, poi, traccia un primo bilancio a due giorni dall’insediamento come direttore generale della Usl Toscana Sud Est.
“Sono stato chiamato a guidare un’azienda sanitaria complicata, la più estesa e popolosa della Toscana – spiega il neo direttore generale -. I sindaci mi hanno chiesto continuità con i progetti partiti con la direzione di Enrico Desideri. Questa mattina ho incontrato la Società della Salute grossetana e oggi pomeriggio incontrerò medici e infermieri grossetani. Dobbiamo valorizzare i nostri professionisti. Finora l’azienda ha lavorato bene e bisogna essere puntuali sugli obiettivi, sui tempi e sulle risorse per realizzarli. Dobbiamo intervenire su pochi obiettivi da realizzare per dare risposte concrete ai cittadini. In questi mesi il personale sanitario è aumentato, soprattutto nell’ospedale di Grosseto, ma meno negli altri nosocomi. I professionisti girano fra i vari ospedali della provincia per garantire i servizi e l’incremento delle prestazioni”.

