“La politica deve ricominciare ad occuparsi di attività economiche fondamentali come l’allevamento, per la vita dei cittadini, per la tutela dell’ambiente e per mantenere i livelli di occupazione sul territorio“.
A dichiararlo, in un comunicato, è la Federazione del Pci di Grosseto.
“Al grido di protesta che si leva dagli allevatori si deve sommare quello degli agricoltori perché, a parere della segreteria del Pci di Grosseto, sono oggetto di veri e propri strozzinaggio da parte della rete industriale che compra a prezzi stracciati latte e prodotti agricoli che poi i consumatori si ritrovano a pagare profumatamente nei diversi punti vendita – continua la nota -. Per il Pci Governo e Regione devono prendere posizioni chiare e provvedere a legiferare non soltanto norme che burocratizzano anche l’agricoltura, ma leggi a sostegno di chi ha fatto una scelta nell’interesse di tutta la collettività e si dedica a lavori duri, impegnativi i quali, oltre a regalarci prodotti sani, tutelano il territorio e l’ambiente“.
“Su queste basi la segreteria del Pci, oltre a sostenere la lotta intrapresa dagli allevatori della Maremma a sostegno dei sardi che pretendono, per la vendita del proprio latte, il riconoscimento di un prezzo equo che riconosca la dignità e l’importanza del loro lavoro, così come è stato, in passato, per il latte vaccino – prosegue il comunicato -. In questo momento di crisi, per superarla non si può continuare ad investire per risanare i debiti del sistema bancario, ma cominciare a premiare le attività lavorative che rilanciano l’economia e aiutano anche il sistema bancario, migliorando la qualità di vita di un intero contesto. Ritornare ad occuparsi si allevamento e agricoltura non è fare un passo indietro ma guardare il futuro, perché il futuro è nelle attività più antiche e nobili, quali allevamento e agricoltura“.
“Il Pci è quindi a fianco degli allevatori maremmani che manifestano e si uniscono alla protesta degli allevatori sardi e si rende disponibile per intraprendere tutte le azioni a sostegno concreto di questi lavoratori. Il Pci di Grosseto si rende per questo disponibile ad un incontro con rappresentanti di allevatori e pastori, allargato anche lavoratori dell’agricoltura, al quale crediamo sia indispensabile la presenza anche delle associazioni di categoria, per portare e rafforzare le istanze che vengono da categorie troppo spesso dimenticate dalla politica presa solo a tutelare finanza e sistemi di potere che non sfamano le persone come invece fanno i duri lavori della terra e dell’allevamento – termina la nota -. Speriamo che la politica e le istituzioni facciano la loro parte nei confronti delle grandi industrie della trasformazione che con cifre irrisorie sfruttano il lavoro, l’ambiente e levano dignità a chi lavora”.
Potere al Popolo
“Ieri si è svolta una manifestazione di solidarietà dei pastori maremmani nei confronti dei pastori sardi, che nei giorni scorsi hanno lanciato un movimento che potrebbe assumere dimensioni molto più grandi“.
A dichiararlo, in un comunicato, è Potere al Popolo Grosseto.
“‘In quel latte c’è il nostro sangue’: queste le parole più significative dai promotori della manifestazione – continua Potere al Popolo -. Un sangue strappato sempre più dalle logiche del mercato guidato dagli industriali della trasformazione, che spingono al minimo il costo di produzione e quindi la remunerazione del fattore lavoro, quello che va al singolo pastore. Il caso esemplificativo è quello del pecorino romano, prodotto principalmente in Sardegna: i pastori vengono schiacciati da un modello di colonizzazione padronale degli industriali Italiani, un modello di produzione che si sta espandendo su tutto il territorio nazionale“.
“Solidarietà ai pastori, nella prospettiva che si possa rimettere in discussione le logiche del dominio padronale sulla pelle dei lavoratori – termina la nota –, di coloro che con il sacrificio del proprio corpo producono la ricchezza materiale di cui tutti godiamo“.

