Sabato 7 luglio, alle 18, alla biblioteca comunale di storia dell’arte di Montemerano, è in programma l’introduzione di Paolo Bolpagni alla mostra “Per Sogni e per Chimere – Giacomo Puccini e le arti visive“.
È attualmente in corso a Lucca, alla Fondazione Ragghianti (fino al 23 settembre), la mostra “Per sogni e per chimere – Giacomo Puccini e le arti visive”, realizzata dal direttore Paolo Bolpagni insieme a Fabio Benzi, Maria Flora Giubilei e Umberto Sereni.
Grazie a quest’esposizione – e al monumentale catalogo che l’accompagna – la figura di Puccini si rivela finalmente in una prospettiva nuova e inedita attraverso la sua relazione privilegiata con molti artisti: in un primo tempo i toscani raccolti a Torre del Lago intorno al Club La Bohème (Ferruccio Pagni, Francesco Fanelli, Angiolo e Lodovico Tommasi), poi Plinio Nomellini, Luigi De Servi, Leonetto Cappiello; infine, in special modo, Galileo Chini, oltre a più episodici contatti con altri pittori, scultori, scenografi.
Inoltre, è stata investigata, sulla base di nuove ricerche d’archivio, l’esistenza di ulteriori legami di Giacomo Puccini con il mondo delle arti, analizzando il suo gusto visivo e l’evoluzione che esso subì nel corso del tempo, e le vicendevoli connessioni tra l’estetica del compositore e quella della pittura e scultura italiane dagli anni Ottanta dell’Ottocento fino alla metà del terzo decennio del XX secolo.
Ne emerge per la prima volta un quadro non episodico, ma atto a delineare i tratti e i confini di una sensibilità e di un clima espressivo di cui Puccini fu volta a volta interprete, talora ispiratore, spesso intuitivo e geniale tramite.
Paolo Bolpagni è storico dell’arte e docente universitario. Dopo aver diretto il museo Collezione Paolo VI – arte contemporanea, è ora direttore della Fondazione Centro Studi Ragghianti di Lucca.
Coltiva in particolare alcuni specifici settori di ricerca: l’arte italiana ed europea e i rapporti tra pittura e musica tra fine ’800 e inizio ’900 (“Visioni musicali. Rapporti tra musica e arti visive nel Novecento”, 2009; “Fortuny e Wagner. Il wagnerismo nelle arti visive in Italia”, 2012); l’astrattismo internazionale, fino agli esiti cinetici e programmati (“Mario Ballocco”, 2009; “Ritmi visivi. Luigi Veronesi nell’astrattismo europeo”, 2011; “All’Origine della forma. Mario Ballocco Alberto Burri Giuseppe Capogrossi Ettore Colla”, 2013); le ‘partiture visive’ e le ricerche verbo-visuali delle neoavanguardie; i rapporti fra l’arte e la dimensione del sacro nel ’900. È uno dei primi storici dell’arte a usare ampiamente i nuovi media: nel 2011 ha creato un canale YouTube di successo, “Regola d’arte”, in cui presenta video sull’arte contemporanea. Ha vinto nel 2013 il Premio Sulmona per la storia dell’arte.

