Home GrossetoPolitica GrossetoIncendi, il Pci replica a Marras: “Arrogante e inconcludente come il suo partito”

Incendi, il Pci replica a Marras: “Arrogante e inconcludente come il suo partito”

di Redazione
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Ci fa piacere la risposta tempestiva di Marras alle nostre sollecitazioni rispetto al problema incendi, ma quando si apprendono le notizie come quella diffusa dal referente della Regione Toscana per gli incendi, che afferma che il piano antincendi non è cambiato rispetto al 2017, le preoccupazioni sono legittime e le eventuali correzioni dovrebbero essere fatte a riguardo del funzionario che probabilmente non sa quello che la giunta regionale decide“.

A dichiararlo, in un comunicato, è la segreteria provinciale del Pci di Grosseto.

“Tuttavia questo non cambia minimamente il nostro giudizio e la posizione che abbiamo assunto rispetto alla vicenda nel suo insieme perché, si ribadisce, che il servizio forestale e la stessa protezione civile provinciale sono state smantellate, tagliando fondi e senza nessuna previsione di risorse umane e strumentali destinate a questi servizi – sottolinea il Pci -. Il tutto è lasciato ai Comuni, che si trovano ormai allo stremo, costretti a sostituire Stato e Regione su molti servizi. Le risposte che arrivano sullo specifico problema degli incendi sono quelle organizzate dai Comuni con il supporto del volontariato, importante e preziosa risorsa per i territori, ma non può essere chiamata a sopperire a carenze che devono essere in primo luogo istituzionali“.

“Marras si scaglia, come solitamente fa il Pd, nella caccia alle streghe accusando 2 rappresentanti del Pci di interventi sbraitati e fuori luogo, senza rendersi conto del tracollo che sta facendo il suo partito a livello nazionale e di quelli che sono stati i risultati delle ultime elezioni anche in ambito locale. Tutto questo per distrarre l’attenzione sui problemi veri – continua il comunicato -. Il voto di marzo ha parlato chiaro per lui e gli altri candidati del Pd della provincia di Grosseto che gli elettori hanno mandato a casa senza appello: questa non è una bella figura. Facile sparlare di altri e non restare nel merito degli argomenti. Sulla sanità si veda quello che sta succedendo per i servizi ospedalieri e per quelli territoriali, secondo il Pd tutto bene, ma i cittadini allora perché non li hanno votati, forse perché sono costretti a fare decine di chilometri per visite od esami, o a rivolgersi al privato, se possono permetterselo, per avere risposte o, come per tutto il resto, ad arrangiarsi“.

“Potremmo parlare anche delle ambiguità sul lavoro introdotte con l’articolo 18, che non doveva essere toccato dal Pd, come dichiarava il suo segretario, e poi invece è stato abrogato, del Jobs act con i disastri che ha causato, dei voucher che hanno legalizzato il lavoro sommerso. Potremmo continuare con il tentativo di riforma costituzionale fatto con l’alleanza della destra, bocciato non dai pochi comunisti, ma dal 60% degli italiani – spiega il Pci -. Tutti questi argomenti e altro ancora hanno portato il Pd nel riuscire a fare quello che Berlusconi non aveva fatto con i suoi governi, anzi probabilmente a fare anche meglio e a redimere con queste politiche l’immagine dello stesso Berlusconi“.

“Il voto ha parlato chiaro: non sono certo 2 o più comunisti che hanno mandato a casa Marras e gli altri capibastone del Pd o che devono far paura, ma il Pd deve temere l’arroganza della propria politica, della quale i suoi rappresentanti sono eccellenti portatori e che li ha condotti a fare quella scelte lontane dai cittadini il cui fallimento è certificato dall’esito di numerose consultazioni – termina la nota. In Italia, come nel nostro territorio, è stata la gente a liquidare una classe dirigente che ha lavorato bene per il mercato, per le banche e per i sistemi di potere dimenticandosi tutto il resto“.

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