La notizia dell’abbattimento del falco pescatore “Agrippa” nato in Maremma, nella Diaccia Botrona nel maggio scorso, ci ha lasciato ancora senza parole. La notizia ha fatto il giro del WEB, lasciando tutti con l’amaro in bocca.
Il 21 gennaio, nei pressi di Todi, accanto al fiume Tevere, il giovane Agrippa, dopo aver girovagato in Toscana ed in particolare nelle Oasi WWF di Orbetello e Burano, per la gioia di tanti fotografi e birdwatcher, è stato colpito a morte da un bracconiere vicino al lago di Corbara, in Umbria.
A differenza dei suoi fratelli che hanno preferito migrare addirittura in Africa, Sicilia e Campania, Agrippa aveva scelto di rimanere in Maremma, e a pochi giorni dalla chiusura della caccia è stato purtroppo vittima di un cacciatore.
Quando è stato ritrovato già si era notato la grave condizione dell’animale, così il signore che è intervenuto, lo ha portato al CRUMA di Livorno. L’animale era munito di gps e radio, oltre agli anelli di metallo e pvc per il suo riconoscimento. Agrippa presentata varie fratture e pallini da rimuovere; nonostante l’operazione all’ala fosse riuscita, i gravi danni dovute alle fratture e alle emorragie interne ne hanno provocato il decesso nella giornata di ieri.
“Siamo ancora di fronte ad un episodio gravissimo ai danni di una specie protetta, e oltretutto facente parte di un progetto di reintroduzione in natura in Italia, portato avanti con grande fatica e impegno economico – si legge in una nota del WWF -. I Carabinieri di Todi stanno indagando per risalire al colpevole e punirlo a norma di legge.

