E’ stato presentato questa mattina, nella sede del Comando provinciale dei Carabinieri di Grosseto, alla presenza del Comandante provinciale Carlo Bellotti, il calendario 2018 dell’Arma.
Dodici artisti per dodici mesi, ciascuno proveniente da una delle aree del mondo dove l’Arma dei Carabinieri è intervenuta o dove ha avviato collaborazioni con le forze locali. Dodici autori che rappresentano un approccio all’arte caratterizzato da un forte impegno etico e civile, evidente nelle tematiche e nei soggetti rappresentati nelle loro opere. Libertà, giustizia, diritti, equità, sono alcuni dei valori che guidano gli artisti a esprimere e a raffigurare – a volte anche con toni drammatici – situazioni e condizioni critiche nei propri rispettivi paesi. Le opere ci parlano così delle grandi emergenze del mondo globale come le migrazioni, le diaspore, gli estremismi e le identità religiose, etniche, culturali, le crisi ecologiche e ambientali, il diritto all’informazione e la libertà di stampa, i diritti civili e democratici, la protezione e sicurezza sociale e personale.
Tutte le opere selezionate manifestano un intendere l’arte come riflessione intorno alle grandi questioni umanitarie della nostra epoca, evocando i valori etici e sociali che guidano l’Arma nei diversi settori dove è quotidianamente impegnata e restituendone la dimensione internazionale realizzata attraverso azioni dirette in paesi stranieri o in progetti di cooperazione e di formazione. Le pagine del calendario restituiscono la visione degli artisti, filtrata attraverso l’occhio e l’esperienza biografica, arrivando a indagare le profondità dell’anima e dell’essere.
Il 25 aprile 1855, settanta Carabinieri prendono parte al corpo di spedizione in Crimea. Per la prima volta l’Arma si proietta oltre i confini nazionali. Da allora decine di migliaia di Carabinieri sono stati impegnati all’estero, durante gli eventi bellici e, sempre di più negli ultimi vent’anni, in missioni a sostegno della pace, di addestramento e di cooperazione internazionale. Il calendario di quest’anno rende omaggio a questa difficile attività svolta dall’Arma all’estero e in Italia a favore di tanti Paesi e delle loro Forze di Polizia; un’attività prestigiosa, che ha reso l’istituzione riconosciuta eccellenza italiana nel mondo per professionalità, efficienza e umanità dei suoi Carabinieri.
Rende al contempo omaggio a questi Paesi offrendo spazio a giovani, ma affermati pittori contemporanei di alcuni di essi, tanti quanti le pagine del calendario hanno consentito, altamente rappresentativi delle culture e delle istanze di popoli di ogni parte del mondo.
Proseguendo nel percorso iniziato nel 2016 con l’omaggio all’arte pittorica e proseguito nel 2017 con l’omaggio all’arte grafica del bicentenario di vita dell’Arma, il calendario del 2018 vuol diffondere la conoscenza di alte forme di espressione di culture diverse dalla nostra. Culture anch’esse portatrici di valori importanti, con le quali i Carabinieri si confrontano quotidianamente.
Per aree omogenee, comprendenti più Paesi, sono stati individuati autori di riconosciuto talento e scelte opere di forte testimonianza.
E’ stata preziosissima la consulenza di Bartolomeo Pietromarchi, direttore del axxi Arte di Roma e raffinato conoscitore dell’arte contemporanea, che quest’anno ha affiancato Philippe Louis Daverio, Carabiniere Benemerito, nell’intero ciclo triennale.
Mese dopo mese, viene richiamato un tema dal valore universale, espressione dei diritti e delle libertà che l’Arma è impegnata a sostenere nel mondo insieme alle rappresentanze diplomatiche e, nelle missioni internazionali, alle altre Forze Armate.
Il filo conduttore è costituito dalle colorate e vivide opere del Maestro Ugo Nespolo, tra i migliori artisti contemporanei: dalla copertina, un album di famiglia a rappresentare tutti i centodiecimila Carabinieri in servizio nelle tante specialità dell’Arma, alle pagine di sinistra di ogni mese, dedicate ai compiti istituzionali, dove, insieme al giudizio artistico di Pietromarchi sulle pitture a fronte, compare un richiamo ad attività svolte a favore di Paesi dell’area. Aprono il calendario, nella seconda di copertina, gli scritti di Daverio, che illustra il percorso culturale e artistico seguito nel triennio, e di Pietromarchi, che descrive la scelta del 2018.
Il calendario
Scorrendo le pagine interne e con esse i dodici mesi dell’anno, a gennaio, la fusione con la natura del congolese Steve Bandoma, espressione del Centro e Sud Africa, evoca l’impegno per l’ambiente; nella pagina di sinistra, i Carabinieri del ruolo forestale, che hanno implementato responsabilità e impegno dell’Arma a difesa dell’habitat umano.
Nel mese di febbraio, dedicato all’Europa dell’Est, il volto severo dipinto dal rumeno Adrian Ghenie interpreta il tema della sicurezza personale e sociale; di fianco, tre operatori del Gis, le forze speciali dell’Arma, pronti a effettuare un intervento risolutivo.
In marzo, per i Balcani, l’albanese Adrian Paci esalta, dipingendo l’affannosa corsa di un ragazzo verso la libertà, il tema della tutela delle categorie deboli; si accompagna, a sinistra, la plastica immagine di un Carabiniere che offre premurosa attenzione ad alcune persone in stato di bisogno.
Ad aprile, per il Nord America, lo statunitense Mark Bradford, scelto a rappresentare gli Usa all’ultima Biennale di Venezia, esprime con un’esplosione di colori e forme la sua visione dell’integrazione multiculturale; a lato, Nespolo rappresenta un Corazziere e due altri Carabinieri di origine straniera, esempi di concreta integrazione.
Per maggio, dedicato al Centro e al Sud America, una fantasiosa architettura indigena del messicano Curiot esalta il valore della tradizione; a sinistra, l’immagine di una processione religiosa, con i classici due Carabinieri in Grande Uniforme Speciale ai lati di una statua della Vergine Maria.
In giugno, per la Mesopotamia, i colorati microfoni della conferenza stampa immaginata dall’iracheno Adel Abidin plaudono alla libertà di espressione; di fianco, Carabinieri colti nell’atto di informare la pubblica opinione attraverso i media. Segue il paginone centrale, nel quale Silvia Di Paolo ha raccolto le bandiere delle organizzazioni internazionali e degli Stati con i quali i Carabinieri collaborano quale espressione dello Stato italiano, rappresentato dal Tricolore, sul quale sottile, ma netta e chiara, si staglia la Fiamma.
Nella tavola di luglio, dedicata al Nord Africa, un gruppo di persone dipinte dal marocchino Nabil El Makhloufi, evoca la libertà di riunione; a sinistra, alcuni Carabinieri, sereni ma attenti, vigilano sull’ordinato svolgimento di una pubblica manifestazione.
In agosto, per l’Africa Centrorientale, la multiforme composizione del kenyota Paul Onditi richiama la cooperazione internazionale; la tavola di Nespolo abbina la stretta di mano tra un Carabiniere in missione e un commilitone straniero.
A settembre, per l’Oriente, la sovrapposizione di scritti antichi dell’artista afghano Mohsem Taasha Wahidi valorizza la tutela del patrimonio culturale; di fianco, alcune delle innumerevoli opere d’arte recuperate dal Comando tutela patrimonio culturale dei Carabinieri, con in primo piano un Carabiniere dei Caschi blu della cultura.
Ottobre, per il Medio Oriente, dà spazio all’israeliano Gideon Rubin che richiama l’importanza della tutela dei minori raffigurando un bambino in posa; a sinistra, un Carabiniere che fraternizza con un bimbo.
In novembre, dedicato all’Estremo Oriente, lo scorcio urbano della pittrice indiana Reena Saini Kallat sottolinea la necessità dell’ordinata convivenza civile; di fianco, un Carabiniere all’ingresso di una Stazione, capillare presidio di legalità e di prossimità italiano da oltre duecento anni.
Nel mese di dicembre, per l’Africa Sahel, le sagome colorate del maliano Abdoulaye Konaté evocano il tema dell’identità culturale; di lato, a identificare la presenza continua e il pronto intervento dell’Arma, i Carabinieri di un reparto Radiomobile.
Nelle ultime due tavole interne, i simboli dello stemma araldico rendono il tradizionale, doveroso omaggio al sacrificio e al valore degli eroi che tanto lustro hanno dato all’Arma e al Paese.
Silvia Di Paolo, con il suo estro, proietta questi simboli fuori dallo scudo bucranico, esaltandone il significato araldico.


