Home GrossetoAttualità GrossetoMigranti agli scavi di Roselle, don Enzo: “Soddisfatto per l’accordo, il volontariato non ha cittadinanza”

Migranti agli scavi di Roselle, don Enzo: “Soddisfatto per l’accordo, il volontariato non ha cittadinanza”

di Redazione
0 commenti 13 views

Ho accolto con interesse e soddisfazione il protocollo tra Prefettura e Soprintendenza per l’impiego di richiedenti asilo ospitati in strutture gestite dalle cooperative sociali Auxilium vitae, Solidarietà è Crescita e Uscita di Sicurezza, per la cura del sito archeologico di Roselle“.

A dichiararlo è don Enzo Capitani, direttore della Caritas di Grosseto.

“Un’azione che mette insieme lo spirito volontaristico proprio della nostra comunità, con la cura di un bene comune così prezioso e che dà dignità al tempo che i richiedenti asilo trascorrono nel nostro territorio in attesa della conclusione del percorso di riconoscimento o di negazione alla permanenza in Italia – spiega don Enzo. Al contempo, il volontariato dà loro modo di mostrarsi riconoscenti per il sostegno che ricevono, in una prospettiva di reciprocità che rappresenta da sempre uno dei valori fondanti del volontariato stesso“.

“Molti, me compreso, si sono spesso rammaricati del ‘bighellonare’ di questi ragazzi per le strade di Grosseto o fuori dai centri di accoglienza, senza nulla da fare. E nel mio mondo avevo già sviluppato un accordo, simile per finalità, con le cooperative e le associazioni per pianificare la partecipazione dei richiedenti asilo alla gestione, sempre su base volontaria, di alcuni servizi come, ad esempio, la mensa della Caritas – continua don Enzo -. Il volontariato non ha cittadinanza, ma solo il desiderio di essere parte responsabile di una comunità. E soprattutto il volontariato è un mondo in cui i bisogni superano la capacità di risposta e per il quale non esiste una competizione che esclude qualcuno. C’è posto per tutti“.

“Il mio auspicio è che queste proposte possano moltiplicarsi, magari coinvolgendo in primo luogo le istituzioni locali, ma anche altri mondi come quello della scuola o di altre associazioni del territorio – conclude don Enzo, perché ritengo da sempre la cura del bene comune e della propria comunità la più potente esperienza di sviluppo dell’uomo e delle sue competenze di cittadinanza“.

Lascia un commento

* Utilizzando questo form si acconsente al trattamento dati personali secondo norma vigente. Puoi consultare la nostra Privacy Policy a questo indirizzo

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Ti potrebbero interessare

Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy: