Home GrossetoAttualità GrossetoFirmato il protocollo in Prefettura: sei migranti svolgeranno la manutenzione nell’area archeologica

Firmato il protocollo in Prefettura: sei migranti svolgeranno la manutenzione nell’area archeologica

di Roberto Lottini
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6 richiedenti asilo saranno impegnati in interventi di manutenzione ordinaria all’interno dell’area archeologica di Roselle.

A stabilirlo è un protocollo d’intesa per lo svolgimento di attività sociale firmato questa mattina nel Palazzo del Governo dal prefetto Cinzia Torraco, dall’architetto Anna Di Bene, responsabile della Soprintendenza della Toscana del sud, da Anna Poggesi, direttrice dell’area archeologica di Roselle, e dai tre soggetti gestori del servizio di accoglienza per richiedenti asilo nel territorio comunale di Grosseto: Auxilium Vitae, Solidarietà è crescita, Uscita di sicurezza.

Il servizio di accoglienza dei richiedenti asilo compete al Ministero dell’Interno attraverso la Prefettura – spiega il Prefetto Cinzia Torraco -. Il dovere dell’accoglienza deve perseguire anche l’obiettivo dell’integrazione e questo protocollo contribuisce alla realizzazione di questa finalità. In Maremma ci sono state già esperienze significative, ma l’accordo che firmiamo oggi rappresenta una novità all’interno dell’intero panorama nazionale, perchè ha un alto valore socio-culturale“.

Il protocollo, infatti – prosegue il Prefetto -, permette ai richiedenti asilo di avvicinarsi alla cultura del luogo che li ospita e li accoglie. Il progetto avrà la durata di un anno e sarà monitorato da un’apposita cabina di regia”.

“Questo accordo è molto significativo perchè, come afferma il Ministro Franceschini, con la cultura si possono risolvere molte problematiche socio-economiche – sottolinea l’architetto Anna Di Bene. Il protocollo prevede una serie di incontri sulla storia dell’area archeologica a cui parteciperanno i richiedenti asilo, che possono aderire in modo assolutamente volontario a questa iniziativa. Sarà stilato un calendario su questi incontri formativi, poi saranno raccolte le adesioni dei richiedenti asilo al progetto, anche in base alle indicazioni fornite dai soggetti gestori del servizio di accoglienza“.

I richiedenti asilo svolgeranno attività di manutenzione ordinaria all’interno dell’area archeologica – continua Anna Di Bene -. Dovranno pulire i reperti archeologici, ripristinare staccionate, fare da supporto al servizio di accoglienza. Vogliamo avvicinare queste persone alla cultura del posto in cui vivono. L’area di Roselle è molto vasta e la Soprintendenza non può garantire certi interventi. Per questo motivo, è nata l’idea di questo protocollo“.

Le attività

Ecco le attività che dovranno svolgere i richiedenti asilo nell’area archeologica di Roselle.

Strade basolate di età romana esistenti nell’area compresa fra l’ingresso all’Area archeologica, l’area del Foro, il complesso delle Terme adrianee sulla collina settentrionale, il quartiere etrusco sulla collina meridionale.

  • Pulitura accurata dei basoli, con eliminazione della vegetazione e delle sedimentazioni terrose depositatesi nel tempo, in modo da rendere chiaro e apprezzabile il tessuto stradale antico; pulitura delle sezioni di terreno ai lati del decumano massimo.

Pavimentazione a grandi lastre di travertino costituenti il pavimento della Piazza di età romana.

  • Pulitura accurata delle lastre – ove conservate -, con eliminazione della vegetazione e delle sedimentazioni terrose depositatesi nel tempo, in modo da rendere chiara e apprezzabile l’immagine della parte centrale del Foro, cuore delle attività pubbliche sia in età etrusca che romana.

Giardino della Domus dei mosaici.

  • Collaborazione con il personale di custodia nella cura dei fiori, che sono stati collocati nella parte terminale del complesso residenziale di età romana – all’epoca utilizzato come giardino – per aiutare a capire meglio la funzione delle strutture antiche.

Percorso all’esterno della cinta muraria etrusca, compreso fra l’ingresso all’area archeologica e l’anfiteatro sulla collina settentrionale.

  • Controllo del percorso; eliminazione della vegetazione infestante; sistemazione ove necessario (in particolare, eliminazione di eventuali asperità che possano creare problemi per la sicurezza dei visitatori); controllo recinzioni a maglia sciolta, scalette lignee, staccionate lignee di delimitazione, delimitazione elettrificata atta ad impedire l’ingresso della fauna selvatica (cinghiali in particolare).

In occasione di interventi di manutenzione, restauro, scavo eseguiti dal personale della Soprintendenza e dal personale dell’Università di Siena (accordo in corso per Roselle):

  • Collaborazione alle attività di scavo che si potranno svolgere nell’area archeologica di Roselle a cura della Soprintendenza o dell’Università di Siena, che effettua ricerche, attività di documentazione e tirocini formativi con gli studenti universitari; collaborazione alle attività di prima pulitura e sistemazione dei reperti archeologici, compresa la siglatura del materiale; collaborazione alle attività di manutenzione e restauro dei complessi monumentali dell’Area archeologica e dei suoi reperti.

In generale, cura del verde e pulizia accurata dei monumenti nell’area archeologica compresa entro la cinta muraria etrusca, nell’area della necropoli, nell’area del complesso di età romana di Nomadelfia.

Collaborazione con il personale di custodia di Roselle nell’attività di accoglienza del pubblico e in quant’altro dovesse rendersi necessario per il migliore svolgimento dei compiti istituzional.

Proposta formativa Sabap

  • Incontro in aula per illustrare la storia antica del territorio grossetano, con particolare attenzione per la civiltà etrusca e romana (a cura del dott. Matteo Milletti).
  • Incontro in aula per illustrare la storia antica del territorio grossetano, con particolare attenzione per il periodo medievale (a cura del dott. Carlo Citter).
  • Incontro in aula su Roselle, presentazione del parco archeologico e dei principali aspetti relativi all’età etrusca, romana e medievale (a cura di Fiora Giovino e Simona Pozzi).
  • Incontro nel Parco archeologico di Roselle per illustrare i diversi contesti archeologici, con particolare attenzione agli aspetti tecnici e conservativi, per il corretto svolgimento delle attività (a cura di Fabio Bacchini, Simona Pozzi e del Personale di custodia di Roselle).

Sulla base della capacità di comprensione linguistica di coloro che seguiranno le lezioni, sarà possibile effettuare gli incontri in lingua inglese, o direttamente o attraverso la mediazione del personale delle cooperative grossetane coinvolte nel progetto.

Resta inteso che il personale dell’ufficio di Grosseto e il Personale dell’Area archeologica di Roselle seguirà le attività, interfacciandosi con il responsabile dei cittadini stranieri che opereranno a Roselle, per il miglior svolgimento del progetto.

Attività previste per la prima fase (autunno 2017)

Strade basolate di età romana esistenti nell’area compresa fra l’ingresso all’Area archeologica, l’area del Foro, il complesso delle Terme adrianee sulla collina settentrionale, il quartiere etrusco sulla collina meridionale.

  • Pulitura accurata dei basoli, con eliminazione della vegetazione e delle sedimentazioni terrose depositatesi nel tempo, in modo da rendere chiaro e apprezzabile il tessuto stradale antico; pulitura delle sezioni di terreno ai lati del decumano massimo.

Pavimentazione a grandi lastre di travertino costituenti il pavimento della Piazza di età romana.

  • Pulitura accurata delle lastre – ove conservate -, con eliminazione della vegetazione e delle sedimentazioni terrose depositatesi nel tempo, in modo da rendere chiara e apprezzabile l’immagine della parte centrale del Foro, cuore delle attività pubbliche sia in età etrusca che romana.

Pulitura delle canalette di scolo delle acque, in preparazione delle piogge autunnali.

Controllo delle staccionate lignee e delle recinzioni del parco archeologico.

Giardino della Domus dei mosaici.

  • Collaborazione con il personale di custodia nella cura dei fiori, che sono stati collocati nella parte terminale del complesso residenziale di età romana – all’epoca utilizzato come giardino – per aiutare a capire meglio la funzione delle strutture antiche.

 

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