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“Nerone”: al Cassero uno spettacolo dedicato a Gianluca Guelfi

di Redazione
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Venerdì 15 settembre, alle 21.15, al Cassero di Grosseto andrà in scena lo spettacolo “Nerone“, parodia goliardica in dialetto pisano, “rimporpettata” da Lorenzo Gramigni, a cura del Crocchio Goliardi Spensierati di Pisa.

Lo spettacolo fa parte della rassegna teatrale “Grosseto ridens” e sarà dedicato alla memoria di Gianluca Guelfi (nella foto), deceduto l’anno scorso in seguito ad un incidente con il parapendio ed attore amatoriale, che, durante il periodo dell’Università, ha recitato con la compagnia proprio in questo spettacolo.

Il Crocchio Goliardi Spensierati

Il teatro goliardico ebbe i suoi natali a Pisa col “grande ballo universitario” Krotokron (1889); pochi anni dopo, la parodia “Francesca da Rimini” segnò il battesimo ufficiale di questa forma artistica ancora oggi viva e apprezzata. Nel 1921 si costituì un gruppo stabile di studenti-interpreti: così nacque il Cgs (Crocchio Goliardi Spensierati), che riuscì in breve tempo e con pochissimi mezzi materiali, ma con notevoli potenzialità organizzative ed artistiche, a rendere celebre il teatro goliardico pisano in Toscana e in tutta la Penisola. Ricostituito nel dopoguerra, il Cgs riprese a calcare le scene con operette nuove e travolgenti.

“Nerone”

E’ una parodia ambientata in una Pisa romana dove la miscelagostavadu’ bicci e ‘un c’era ancora i livornesi. La sua prima versione risale al 1945 e il testo si faceva beffe delle ipocrisie e delle difficoltà di un paese appena uscito dalla guerra e precipitosamente approdato alla democrazia. Imperatori debosciati, guerrieri scalcagnati, concubine opportuniste, vecchi senatori (gli stessi di prima!) e perfino fattucchiere si alternano sul palco in un intrigo grossolano che viene sciolto da un finale a sorpresa.

Ecco la dedica del Crocchio Goliardi Spensierati a Gianluca Guelfi:

“‘Oh pubbrïo gentile e accurturato…’: ci pare di vederlo il sorrisetto obliquo di Gianluca, secco come un’acciuga, che si affaccia sul proscenio vestito da ‘radiatore’, con tanto di elmo e scudo, per presentare quel prologo scritto apposta per lui. Il nostro amico di sempre era entrato in compagnia negli anni universitari, per nostra insistenza più che per vocazione: ‘O che ci fo io a recitare il pisano?! Semmai il maremmano!’. Noi a incalzarlo: ‘Ci serve un attore ammodo, di quelli che hanno fatto i corsi, mica noialtri raccattàti!’. E lui: ‘Ma c’ho da fà a Grosseto…’, E noi a replicare: ‘Ti si dà una parte piccinina la studi in treno e la fai quando ti pare!’. Così fu.

Dai teatrini di parrocchia, alle chiassose sagre paesane, sino al più nobile palcoscenico del Teatro Verdi di Pisa (avevamo fatto carriera!), il sorrisetto di Gianluca apriva la commedia: davanti, il pubblico ammutolito; dietro le quinte, noi a ruzzare come bimbetti prima di entrare in scena. Passarono gli anni, molti anni, e nello scorrere diverso della vita Gianluca rimaneva l’amico di sempre e diventava un attore strepitoso della compagnia ‘Ridi Pagliaccio’, mentre anche il Crocchio mieteva successi e si avviava ad essere un’associazione di riferimento per la cultura pisana. Quasi due vite artistiche parallele, quella di ‘Ridi Pagliaccio’ a Grosseto e quella del Crocchio a Pisa, unite da un anello importante: Gianluca Guelfi – nel frattempo diventato il dottore e poi l’avvocato Guelfi, stimato funzionario dell’Agenzia delle Entrate – che non faceva mancare la sua attenzione verso le iniziative del teatro pisano, di cui aveva visto muovere i primi passi.

Tanto da venire apposta a Pisa nel dicembre 2015 per assistere a un grandioso ‘Otello, er moro di Pisa’ e partecipare con noi, ancora una volta, alla rituale libagione post-operetta. Quelli che erano con lui un tempo, sono qui oggi; per dirgli col cuore quanto ci manca, per esprimergli amicizia e riconoscenza, per condividere lo struggente ricordo di quel sorriso, pronunciando ed ascoltando ancora una volta le battute che avevamo recitato insieme e rendergli omaggio, col vernacolo pisano, nella sua città“.

Il biglietto intero per assistere allo spettacolo costa 10,00 euro, quello ridotto (studenti, abbonati alla stagione teatrale del Comune di Grosseto, tesserati Fita) 8 euro.

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