Un documento scientifico sottoscritto da 66 professori e ricercatori di 22 Università e da Ispra è stato presentato questa mattina dalle associazioni ambientaliste al Consiglio comunale aperto sugli incendi di Grosseto.
“Nel documento gli accademici sottolineano il valore fondamentale del sottobosco, riconosciuto anche dalle Direttive comunitarie, per la biodiversità e gli habitat presenti nelle pinete, verso i quali le istituzioni locali e nazionali hanno l’obbligo etico e legislativo di ottemperare ponendo in essere misure adeguate per una conservazione e gestione oculate del patrimonio naturalistico – si legge in un comunicato delle associazioni ambientaliste -. Inoltre, mostrano ‘come la materia organica al suolo sia maggiore nelle aree recintate all’interno di pinete costiere (quadrati blu), dove c’è un maggiore sviluppo della vegetazione, rispetto alle aree aperte (cerchi rossi), soggette a vari tipi di disturbo (animali, calpestio, ecc) (Cambi, 2016-2017). L’azione di rimozione del sottobosco quindi, appare immotivata. La presenza infatti di latifoglie, caratterizzate da alcuni meccanismi di difesa dal fuoco, come cortecce suberose e presenza di gemme epicormiche, aumentano la possibilità di sopravvivenza degli individui (Nocentini, 2004). Inoltre, le specie sclerofilliche, producendo più materia organica al suolo, riducono l’effetto dell’incendio rispetto a quanto potrebbe esserci al suolo con solamente la presenza degli aghi di pino, ma soprattutto è ben noto in letteratura il fatto che le conifere siano caratterizzate da un maggiore rischio di incendio rispetto alle sclerofille sempreverdi (Bertani et al., 2004)‘”.
“Le conifere sono i pini e le sclerofille sono il sottobosco – spiegano gli ambientalisti -. La comunità scientifica italiana ha perciò presentato al Comune di Grosseto le evidenze scientifiche che dimostrano che il sottobosco ci protegge dall’incendio e la sua eliminazione favorisce gli incendi. I 66 docenti universitari nel documento chiedono quindi di revocare o rivedere profondamente l’ordinanza sindacale n.57 del 21 luglio scorso e numerosi di essi hanno dato inoltre disponibilità per un tavolo tecnico con il Comune per studiare le soluzioni“.
“Le associazioni hanno espresso la preoccupazione che l’applicazione letterale dell’ordinanza da parte dei privati, proprietari del 90% della pineta del Tombolo, possa portare alla totale eradicazione del sottobosco, eseguita tra l’altro con impattanti decespugliatori meccanici che comporterebbero anche il diradamento dei pini, portando di fatto alla distruzione massiva di flora e fauna, anche specie protette e in estinzione, in pieno periodo riproduttivo, specialmente nei siti protetti Natura 2000, con violazione di Direttive comunitarie – termina la nota -. Le associazioni hanno inoltre chiesto venga immediatamente aperto il ‘Tavolo permanente per la salvaguardia della pineta da Castiglione della Pescaia all’Uccellina” istituito con il processo partecipativo regionale toscano ‘Pineta Bene Comune’, a cui il Comune di Grosseto ha già aderito con la Delibera di Giunta n. 187 del 24 maggio 2016“.
Il comunicato è firmato da Miriamo Croxatto, dello sportello di Grosseto di Adic ex Acu, Sportello di Grosseto, Franco Tassi, del Centro parchi internazionale, Lamberto Meschinelli, del Coordinamento associazioni e comitati ambientali della provincia di Grosseto, dal gruppo spontaneo “Salviamo le Pinete!” di Grosseto, da Ugo Corrieri, di Isde – Medici per l’ambiente della provincia di Grosseto, Michele Scola, della sezione Maremma Toscana di Italia Nostra, Maria Patrizia Latini, della Lipu della provincia di Grosseto, Angelo Properzi, del Wwf della provincia di Grosseto.

